Processo di Annalucia Cecere per l'omicidio di Nada Cella dopo 28 anni

Annalucia Cecere rinviata a giudizio per l'omicidio di Nada Cella a Chiavari nel 1996 Dopo un'udienza di dieci ore, la terza sezione penale della Corte d'Appello del tribunale di Genova ha deciso d...

20 novembre 2024 21:44
Processo di Annalucia Cecere per l'omicidio di Nada Cella dopo 28 anni -
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Annalucia Cecere rinviata a giudizio per l'omicidio di Nada Cella a Chiavari nel 1996

Dopo un'udienza di dieci ore, la terza sezione penale della Corte d'Appello del tribunale di Genova ha deciso di accogliere il ricorso della pm Gabriella Dotto contro il non luogo a procedere della gip Angela Maria Nutini per il delitto di Nada Cella, la donna uccisa a Chiavari nel 1996.

Un cold case riaperto nel 2021 grazie alla criminologa Antonella Pesce Delfino

Annalucia Cecere è l'unica indagata per l'omicidio, un cold case riaperto nel 2021 grazie all'intuito della criminologa Antonella Pesce Delfino. La criminologa aveva scoperto che un bottone simile a quelli trovati sulla scena del crimine era stato trovato nell'abitazione di Annalucia Cecere.

Il delitto sarebbe stato compiuto da Cecere per gelosia nei confronti della vittima, che la vedeva come una rivale nei confronti di Marco Soracco.

Processo a Marco Soracco e Marisa Bacchioni per favoreggiamento

Marco Soracco e la madre Marisa Bacchioni sono stati rinviati a giudizio per favoreggiamento e false dichiarazioni ai pm, difesi dall'avvocato Andrea Vernazza. La madre di Nada Cella, Silvana Smaniotto, non si è recata in tribunale questa mattina.

Le dichiarazioni degli avvocati dopo il rinvio a giudizio

"Il decreto che dispone il giudizio non va motivato, quindi non sapremo mai che cosa ha fatto cambiare idea ai giudici" ha detto Gianni Roffo, legale di Annalucia Cecere. L'avvocato di Soracco, Andrea Vernazza, ha dichiarato che il reato è prescritto e che si andrà in Corte d'Assise.

Commento dell'avvocato della madre di Nada Cella sul processo imminente

L'avvocato Sabrina Franzone, che assiste la madre di Nada Cella, ha commentato che non andare al processo sarebbe stato ingiusto, data l'accuratezza del lavoro svolto dalla procura e dalla polizia. Sottolinea la difficoltà del processo in Corte d'Assise con indizi, tempo trascorso e testimonianze anziane, ma ritiene che il lavoro sia stato fatto in maniera molto accurata.

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