Protezione civile, 400 volontari in Friuli per il raduno interregionale tra Venzone e Gemona

A Portis di Venzone la due giorni del raduno interregionale mette alla prova soccorsi, assistenza sanitaria e tutela dei beni culturali.

03 ottobre 2026 12:52
Protezione civile, 400 volontari in Friuli per il raduno interregionale tra Venzone e Gemona -
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VENZONE - Sono circa 400 i volontari impegnati in Friuli nel Raduno Interregionale del volontariato di Protezione civile del Nord Italia, una due giorni che tra Portis di Venzone, Gemona del Friuli, Osoppo, Artegna, Buja e Majano mette alla prova la risposta a un evento sismico simulato. Alla mobilitazione partecipano anche delegazioni da Slovenia e Austria, mentre circa la metà dei volontari arriva da fuori regione.

L’iniziativa rientra nelle commemorazioni per i cinquant’anni dal terremoto del 1976 e unisce addestramento operativo, formazione e confronto tecnico tra volontari regionali, organizzazioni specialistiche, Dipartimento nazionale e rappresentanti di altre Regioni. A Portis, nella giornata del 3 ottobre, era presente anche l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

I teatri operativi della simulazione

La manovra è costruita su quattro interventi chiave. A Osoppo si concentra la ricerca e il soccorso, anche con il supporto delle unità cinofile. A Gemona del Friuli vengono invece testate l’assistenza sanitaria e la gestione della popolazione. Un altro fronte riguarda la salvaguardia dei beni culturali, con attività distribuite tra Artegna, Buja e Majano.

L’obiettivo è verificare sul campo il coordinamento tra componenti diverse del sistema di protezione civile, in uno scenario complesso che riproduce le criticità di un terremoto. La due giorni si inserisce nel solco del raduno interregionale del volontariato di Protezione civile, promosso in Friuli nel cinquantesimo anniversario del sisma del 1976.

Tecnologie, disabilità e tutela del patrimonio

Nel corso delle esercitazioni vengono messi alla prova anche nuovi strumenti e nuovi scenari d’intervento. Tra i temi affrontati ci sono il recupero dei beni culturali e la risposta alle disabilità, aspetti che ampliano il raggio d’azione oltre la sola gestione strutturale dell’emergenza.

Protezione civile, 400 volontari in Friuli per il raduno interregionale tra Venzone e

Riccardi ha collegato il senso dell’iniziativa alla storia del Friuli terremotato, sottolineando come l’attuale sistema di protezione civile, oggi fortemente organizzato, sia nato proprio da quella esperienza. Secondo l’assessore, queste occasioni di confronto sono state volute proprio all’interno delle commemorazioni per i cinquant’anni del terremoto.

Partecipazione da fuori regione e dall’estero

Alla manovra prendono parte tutte le organizzazioni della Protezione civile, dal Dipartimento nazionale a numerose Regioni, insieme ai volontari ospiti provenienti da Austria e Slovenia. Per la Regione si tratta di un appuntamento a forte respiro territoriale e multidisciplinare, utile anche a confrontare procedure e competenze diverse.

Il dato più rilevante resta però la partecipazione: circa la metà dei 400 volontari arriva da fuori Friuli Venezia Giulia. Un numero che fotografa la dimensione sovraregionale dell’iniziativa e il valore operativo attribuito all’esercitazione in corso tra Portis di Venzone, Gemona del Friuli, Osoppo, Artegna, Buja e Majano.

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