Protezione civile, a Palmanova il test sisma con epicentro a Gemona e tendopoli per 250 persone
La simulazione prevede l’attivazione del Corem e una colonna mobile verso Gemona per allestire una tendopoli da 250 posti.
PALMANOVA - Una simulazione sismica con epicentro a Gemona del Friuli, l’attivazione della sala operativa regionale e una tendopoli da 250 persone in allestimento alla caserma Goi-Pantanali: è questo il cuore dell’esercitazione di Protezione civile avviata oggi in Friuli Venezia Giulia, nel quadro del raduno interregionale del volontariato del Nord Italia e transfrontaliero che proseguirà fino al 4 ottobre 2026.
L’iniziativa rientra nel programma per il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976 e coinvolge il sistema integrato di Protezione civile, il Dipartimento nazionale, le colonne mobili regionali e i partner istituzionali di Austria, Croazia e Slovenia. L’obiettivo è verificare sul campo il coordinamento e la capacità di risposta comune in caso di emergenza.
La simulazione tra Gemona e Palmanova
La prova di oggi ha previsto in mattinata la simulazione di un evento sismico con epicentro a Gemona del Friuli. Nel pomeriggio, nella sede della Protezione civile regionale di Palmanova, è stato convocato il Corem, il Coordinamento regionale in emergenza, cioè la sala operativa chiamata a gestire le situazioni di crisi e a coordinare le attività di soccorso.
La convocazione ha permesso di riprodurre l’attivazione del sistema regionale dopo il sisma e di mettere alla prova le procedure che riguardano i diversi soggetti chiamati a intervenire: dalle centrali operative al sistema sanitario, dai gruppi di volontariato alle Prefetture, fino ai Vigili del fuoco e al Corpo forestale.
A seguire, dalla sede di Palmanova è partita una colonna mobile di mezzi della Protezione civile regionale diretta a Gemona del Friuli, dove è previsto l’allestimento di una tendopoli completa per l’accoglienza della popolazione.
I numeri dello scenario simulato
Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, la simulazione ha riguardato un sisma di magnitudo 5,7 in un’area che richiama quella colpita mezzo secolo fa. Nello scenario ipotizzato risultano 400 dispersi, 3.800 persone senza tetto e 700 mila edifici interessati.
Riccardi ha sottolineato che il test serve a perfezionare e ingegnerizzare le procedure operative, mettendo a confronto organizzazione, mezzi e tempi di risposta di tutti gli enti coinvolti. Il riferimento al 1976, nelle parole dell’assessore, non è soltanto commemorativo: la memoria del terremoto viene trasformata in un banco di prova concreto per misurare la tenuta del sistema di soccorso.
Il ruolo del volontariato e la dimensione transfrontaliera
Nell’esercitazione ha un peso centrale anche il volontariato di Protezione civile, inserito nel sistema istituzionale con compiti specifici. Per la Regione, il test conferma il valore di una rete di volontari formati e preparati attraverso anni di investimenti e attività addestrative.
La partecipazione dei volontari delle regioni del Nord Italia e dei partner di Austria, Croazia e Slovenia si inserisce nel programma del raduno interregionale del volontariato di Protezione civile, che in questi giorni riporta in Friuli esercitazioni, tavole rotonde e momenti di coordinamento operativo.
Per Riccardi, a cinquant’anni dal terremoto del Friuli, formazione e preparazione diventano capacità operativa. Il percorso avviato oggi continuerà fino alla fine della prossima settimana con il coinvolgimento del sistema regionale, delle colonne mobili e dei partner transfrontalieri chiamati a testare una risposta condivisa alle emergenze.