Protocollo contro caporalato e lavoro nero: nasce a Trieste la rete agricola
Accordo tra Prefettura, Regione, Inps, associazioni agricole e sindacati su sicurezza, formazione e monitoraggio.
TRIESTE - A Trieste prende forma la sezione territoriale provinciale della Rete del lavoro agricolo di qualità, lo strumento pensato per contrastare caporalato e lavoro nero nel settore agricolo e mettere in rete prevenzione, sicurezza, formazione e accompagnamento per i lavoratori.
Il protocollo d’intesa è stato firmato oggi, 3 agosto 2026, e istituisce ufficialmente la sezione provinciale triestina della Rete, con il coordinamento della Prefettura di Trieste. L’obiettivo è organizzare in modo più strutturato le misure già attive contro lo sfruttamento lavorativo, creando un sistema stabile di collaborazione tra enti pubblici, rappresentanze datoriali e sindacati.
A spiegare il senso dell’intesa è stata l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, intervenuta a margine della firma. Secondo l’assessore, il protocollo serve a individuare percorsi concreti legati alla sicurezza, alla formazione e all’accompagnamento delle persone impiegate in agricoltura, rafforzando la risposta ai fenomeni di irregolarità occupazionale.
Chi ha firmato il protocollo
La Rete si basa su tre pilastri: istituzioni, datori di lavoro e organizzazioni sindacali. Il documento è stato sottoscritto da Regione, Prefettura di Trieste, Inps, Inail, Ispettorato territoriale del lavoro, Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Confederazione produttori agricoli (Copagri), Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.
L’impianto dell’accordo punta a favorire un tessuto di imprese agricole fondato su criteri etici e organizzativi, con attenzione alla qualità dei processi e dei prodotti, ma soprattutto alle condizioni di lavoro e alla regolarità dell’occupazione.
Le misure previste
Alla base dell’azione della Rete ci sono alcuni assi operativi precisi: promozione della legalità, incentivi per le aziende considerate etiche, miglioramento dei servizi logistici e dei trasporti, oltre a un monitoraggio permanente dell’attuazione del protocollo per verificare l’efficacia delle misure adottate.
Il progetto mette quindi l’accento sulla prevenzione e non solo sui controlli successivi, con l’idea di intervenire sulle condizioni che possono favorire sfruttamento e irregolarità nel lavoro agricolo.
Rosolen ha richiamato anche il collegamento con gli strumenti già avviati dalla Regione, citando tra questi il Programma Integra, rivolto all’inclusione sociale e occupazionale delle persone svantaggiate, e le iniziative regionali dedicate alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
I prossimi passaggi in Friuli Venezia Giulia
L’intesa firmata a Trieste non resterà un caso isolato. Nelle prossime settimane il protocollo sarà infatti sottoscritto anche in altre sezioni territoriali del Friuli Venezia Giulia dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier e alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.
La supervisione delle attività sarà affidata alla cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità istituita presso la Direzione generale dell’Inps. Sarà questo organismo a seguire l’attuazione del progetto e a verificare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti sul territorio.