Riforma delle Province in Fvg, Pellegrino chiede deleghe chiare e supporto ai Comuni

In V Commissione il confronto sul ddl che riordina gli enti di area vasta: focus su competenze, personale, costi e legge elettorale

04 giugno 2026 17:14
Riforma delle Province in Fvg, Pellegrino chiede deleghe chiare e supporto ai Comuni -
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Trieste - Nella discussione sul disegno di legge che ridisegna le Province in Friuli Venezia Giulia, la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto che il ritorno degli enti di area vasta non resti solo formale, ma sia accompagnato da funzioni reali, personale adeguato e una legge elettorale costruita con un percorso condiviso.

L’intervento è arrivato a margine dell’illustrazione del ddl in V Commissione del Consiglio regionale, nel passaggio che riapre il confronto sul ruolo delle Province dopo l’approvazione parlamentare della riforma dello Statuto speciale del Fvg che ne consente la reintroduzione. Un tema che si inserisce nel più ampio dibattito sulle Province in Fvg, tra funzioni da assegnare, costi e rapporti con la Regione.

Pellegrino ha rivendicato la posizione storicamente sostenuta da AVS: contrarietà sia alla modifica statutaria che puntava all’abolizione delle Province in Friuli Venezia Giulia, sia alla legge costituzionale nazionale che prevedeva la cancellazione di Province e Senato. Oggi, ha spiegato, il partito sostiene con coerenza il ripristino delle Province elettive, ricordando che a inizio legislatura parlamentare AVS ha depositato una proposta di legge in questa direzione su tutto il territorio nazionale.

Per la consigliera, però, il punto decisivo non è solo il ritorno dell’ente, ma ciò che conterrà. Il rischio, ha osservato, è che le Province vengano percepite soltanto come un contenitore di incarichi, mentre dovrebbero riacquistare competenze concrete sottratte nel tempo dalle Regioni, con un effetto di allontanamento dei cittadini dalle istituzioni.

Nel merito, Pellegrino ha indicato le deleghe che a suo giudizio dovrebbero tornare alle Province: viabilità, edilizia scolastica, alcune funzioni ambientali come la gestione dei rifiuti, oltre alla cultura. Ha poi insistito su un altro aspetto considerato centrale, cioè il ruolo nella pianificazione territoriale di area vasta e nella mobilità, compresa la progettazione infrastrutturale, che secondo la consigliera non può essere limitata ai confini comunali.

Secondo l’esponente di opposizione, il nodo è anche politico. Le deleghe che potrebbero passare alle Province, ha detto, sono oggi nelle mani di un solo partito in Consiglio regionale e, alla luce delle prese di posizione espresse prima dell’approvazione della legge in Giunta, non ci sarebbe grande disponibilità a cedere potere. In questo quadro, Pellegrino ha sottolineato che le nuove Province dovrebbero servire anche come struttura di supporto ai Comuni, molti dei quali hanno progetti già pronti ma faticano a svilupparli per carenza di personale, nonostante le risorse disponibili.

Proprio sul fronte degli organici, la consigliera ha riferito di aver chiesto chiarimenti su come verranno reclutati i lavoratori in vista delle ulteriori deleghe attribuite agli enti. La risposta ricevuta, ha spiegato, è stata per lei soddisfacente: non sarebbero previsti esuberi, ma passaggi di personale da ente a ente con mantenimento di diritti e retribuzioni, oltre a nuove assunzioni se necessarie. Il tema del lavoro negli enti locali resta uno dei passaggi più delicati anche nel calendario del Consiglio regionale Fvg, dove la riforma delle Province incrocia altri dossier aperti.

Pellegrino ha definito utile un percorso graduale di attuazione, parlando di un’istituzione costruita per passaggi successivi invece che con interventi radicali. Ha richiamato in questo senso il 2016, quando la precedente riforma arrivò, a suo giudizio, in modo troppo rapido per anticipare la riforma costituzionale nazionale. Allo stesso tempo ha avvertito che la gradualità non deve trasformarsi in un alibi per rallentare il completamento della riforma.

Tra i punti affrontati in Commissione anche quello dei costi. La consigliera ha detto di aver apprezzato il chiarimento fornito dall’assessore sul peso economico della politica legato al ritorno delle Province: una quota che, secondo i numeri citati, ammonterebbe a meno dell’1% di quanto già oggi viene sostenuto per gli Edr e che, rapportata al bilancio regionale, inciderebbe per appena 0,02% sul totale della Regione Friuli Venezia Giulia.

L’ultimo passaggio evidenziato da Pellegrino riguarda la futura legge elettorale delle Province. Per la consigliera è il punto che più di tutti determinerà il funzionamento dell’ente e le ricadute sulla popolazione. Da qui la richiesta che la norma non venga decisa dall’alto, ma nasca da un confronto partecipato e senza bandiere di partito.

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