Quinto di Treviso avvia il confronto pubblico sulla variante al PAT
Assemblee con professionisti, enti, cittadini e associazioni per definire le linee guida fino all’adozione prevista entro il 2027.
Quinto di Treviso, 29 ottobre 2026 – È iniziata con una doppia assemblea la fase di confronto pubblico che accompagnerà il percorso verso l’adozione, prevista entro il 2027, della variante al Piano di assetto del territorio (PAT) del Comune di Quinto di Treviso. L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Ivano Durigon ha presentato le linee guida con cui intende aggiornare la pianificazione e orientare il futuro del territorio: migliorare la qualità dell’abitare, rafforzare il rapporto tra il paese e il Sile, sviluppare le opportunità del turismo lento e dell’accoglienza.
I due incontri si sono svolti ieri, mercoledì 28 ottobre, nella sala comunale “Francesco Baracca”, alla presenza degli amministratori, del responsabile del settore Gestione del territorio Luca Gasparini e dell’architetto Stefano Maria Doardo dello Studio Terre, che ha illustrato i contenuti e gli indirizzi strategici della variante. Il primo appuntamento era rivolto a professionisti, enti e Comuni confinanti, il secondo aperto a cittadini e associazioni. Al centro del confronto il Documento preliminare, che raccoglie gli obiettivi dell’amministrazione e costituisce la base per il confronto e la successiva elaborazione della variante. Il documento e il Rapporto ambientale preliminare erano stati approvati dalla Giunta comunale il 22 luglio scorso. Il PAT è lo strumento con cui il Comune definisce le grandi scelte di organizzazione del territorio: individua le risorse da tutelare, le direttrici di sviluppo e le relazioni tra abitazioni, servizi, infrastrutture e ambiente.
Una variante aggiorna queste scelte rispetto ai cambiamenti intervenuti e alle nuove esigenze della comunità. Per Quinto si tratta di una variante tematica, che mantiene l’impianto del PAT del 2014 e interviene su alcuni ambiti strategici, a partire dalla residenzialità, dalla ricettività turistica e dalla qualità ambientale. Gli indirizzi troveranno poi attuazione attraverso il Piano degli interventi, che definisce le scelte operative.
La visione del sindaco per Quinto e Santa Cristina
Ivano Durigon, Sindaco del Comune di Quinto di Treviso, sottolinea: “Il PAT deve restituire una visione d’insieme del futuro che vogliamo per Quinto e Santa Cristina, partendo dalla qualità della vita di chi ci abita. Quinto continua a registrare una crescita, pur contenuta, della popolazione: un segnale di attrattività che ci impegna a garantire servizi adeguati sia a chi vive già qui sia a chi sceglie di trasferirsi. Le scelte di questi primi due anni di mandato vanno già in questa direzione: dalla riqualificazione delle scuole e degli impianti sportivi alla cura del verde e dei parchi, fino ai collegamenti verso l’Oasi Cervara. Vogliamo recuperare e valorizzare il patrimonio esistente, rafforzare il rapporto con il Sile e costruire opportunità legate al turismo lento, facendo sistema con il territorio. A questo si accompagna l’attenzione alla qualità ambientale, anche attraverso il potenziamento del monitoraggio della qualità dell’aria. Il confronto con cittadini, professionisti e quanti vorranno essere parte attiva di questo processo partecipativo, ci aiuterà a tradurre questa visione in scelte concrete e condivise”.
Territorio, abitare e rapporto con il Sile
Il punto di partenza è un territorio caratterizzato dalla vicinanza a Treviso, dalla presenza dell’aeroporto Canova e dall’incontro tra due importanti itinerari ciclabili: elementi che, insieme alla pressione del traffico e alla limitata disponibilità di nuovo suolo, richiedono scelte di pianificazione attente. Con 10.046 residenti nel 2025, Quinto di Treviso conferma una crescita demografica contenuta ma costante nel tempo, aspetto che rafforza l’esigenza di accompagnare lo sviluppo residenziale con servizi e spazi pubblici di qualità. Sul fronte dell’abitare, l’indirizzo è privilegiare il recupero, la riqualificazione e la rigenerazione, promuovendo una residenzialità di qualità: abitazioni inserite in contesti con servizi accessibili, spazi verdi e pubblici curati, collegamenti sicuri per pedoni e ciclisti.
La variante verificherà le previsioni ancora da attuare e rivedrà le direttrici di sviluppo sulla base dei fabbisogni effettivi, orientando le trasformazioni verso i contesti più adatti e meno esposti alle principali fonti di disturbo. La ricognizione degli immobili sfitti, inutilizzati o da riqualificare contribuirà a individuare opportunità di riuso, valutando anche destinazioni diverse dove compatibili. Il Sile rappresenta il cuore della strategia territoriale: un grande parco centrale su cui il paese possa affacciarsi, rafforzando i collegamenti tra quartieri, spazi pubblici, percorsi e aree naturalistiche. La variante riprenderà e aggiornerà le previsioni già contenute nel PAT per rafforzare il rapporto tra il paese e il Sile, verificando quanto è stato realizzato e individuando ulteriori interventi per collegare il fiume agli spazi pubblici e al centro abitato.
La prospettiva comprende una migliore accessibilità al fiume, la continuità dei percorsi, la valorizzazione degli spazi collettivi e il recupero di luoghi ed edifici che possono contribuire a rendere più vivo il rapporto con l’acqua.
Turismo lento, ambiente e percorso verso il 2027
A questa visione si lega lo sviluppo del turismo lento. L’obiettivo è rafforzare Quinto come destinazione con una propria identità, fondata sul Sile, sul patrimonio storico e paesaggistico e sulla connessione tra Greenway del Sile “Da Borgo a Borgo” e Treviso-Ostiglia. Il PAT vigente non prevede un dimensionamento specifico per le funzioni turistico-ricettive: la variante introdurrà quindi un quadro di riferimento per pianificare lo sviluppo dell’accoglienza e dei servizi connessi. In questo quadro, la presenza dell’aeroporto Canova, pur comportando vincoli e pressioni sul territorio, genera anche una potenziale domanda di ospitalità e servizi. La variante intende valutare queste opportunità e orientarle verso forme compatibili con la qualità dell’abitare e dell’ambiente, privilegiando il riuso e la riqualificazione delle aree già urbanizzate.
L’attenzione all’ambiente attraversa tutte le scelte. Il verde, le aree boscate e il sistema delle acque svolgono una funzione concreta per il benessere delle persone: contribuiscono a mitigare le temperature, assorbire le piogge e migliorare la qualità dei luoghi. La variante intende riconoscere e rafforzare questi benefici, introducendo criteri per la permeabilità dei suoli, l’ombreggiamento e la gestione delle acque piovane, insieme a strumenti per verificare nel tempo gli effetti delle trasformazioni. La fase di concertazione consentirà di raccogliere esigenze, contributi e proposte da cittadini, professionisti, associazioni, enti e operatori economici, da valutare rispetto agli obiettivi del piano. Alla redazione della variante, accompagnata dalla valutazione ambientale strategica, seguiranno l’adozione, prevista entro il 2027, e le successive fasi delle osservazioni, delle controdeduzioni e dell’approvazione.