Follia sui binari, ragazzi attraversano più volte: «La vita è una e non ci sono riserve»
Un viaggiatore segnala ragazzi che attraversano più volte i binari a Oderzo e pubblica un video per richiamare l’attenzione sui rischi.
ODERZO – Alcuni ragazzi avrebbero attraversato ripetutamente i binari della stazione ferroviaria. A raccontarlo è un viaggiatore che, dopo aver assistito alla scena e averla ripresa, ha deciso di pubblicare il filmato accompagnandolo con un appello alla prudenza rivolto ai giovani e ai loro genitori.
L’autore della segnalazione precisa di non voler esporre i ragazzi alla pubblica condanna, ma di voler richiamare l’attenzione su comportamenti che possono avere conseguenze gravissime.
Il racconto dalla stazione ferroviaria
Secondo la testimonianza, erano circa le 14.55 quando l’uomo si trovava alla stazione di Oderzo per iniziare un viaggio verso Bologna.
A richiamare la sua attenzione sarebbe stata una serie di bestemmie provenienti da una pensilina. Voltandosi, avrebbe notato alcuni ragazzi che, stando al suo racconto, avevano attraversato più volte i binari. Da qui la decisione di riprendere quanto stava accadendo.
Il viaggiatore riferisce poi di essere partito regolarmente alle 15.01 con il treno diretto a Treviso.
La decisione di pubblicare il filmato
La scelta di condividere le immagini sarebbe maturata durante il viaggio, dopo aver appreso notizie di persone finite sotto un treno: un episodio in provincia di Udine e un altro nel Veronese, dove un giovane aveva cercato di raggiungere un convoglio già in movimento.
Quelle notizie gli avrebbero fatto ripensare immediatamente alla scena osservata poco prima a Oderzo, spingendolo a rendere pubblico il video.
La tragedia alla stazione di Verona Porta Nuova è costata la vita a Riccardo Stincone, 33 anni, scivolato mentre tentava di salire su un treno in partenza. Il giovane, originario di Palmanova e residente a Cervignano del Friuli, è morto in ospedale poche ore dopo l’investimento.
L’appello ai ragazzi e alle famiglie
Nel messaggio che accompagna la pubblicazione, il testimone chiarisce il significato del proprio gesto: «Non l’ho fatto per diffamare questi ragazzi», scrive, spiegando di voler attirare l’attenzione sia dei protagonisti sia delle loro famiglie.
Il suo invito è a prendere coscienza dei rischi, prima che un comportamento imprudente possa trasformarsi in una tragedia.
Il messaggio si chiude con un richiamo diretto: «Ragazzi, la vita è una e non ci sono riserve. Meditate».