Chi dichiara di più nel Nord-Est? La mappa dei redditi tra Dolomiti e grandi città

Redditi Nord-Est 2024: Trentino-Alto Adige in testa, San Vito di Cadore primo tra i Comuni. Ecco dove si dichiara di più

09 ottobre 2026 10:00
Chi dichiara di più nel Nord-Est? La mappa dei redditi tra Dolomiti e grandi città -
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Oltre 150,7 miliardi di euro di reddito complessivo, distribuiti tra quasi 5,66 milioni di contribuenti. Il Nord-Est raccontato dai dati fiscali presenta una media di 26.634 euro per contribuente, superiore di circa il 6% a quella italiana. Dietro questo dato unitario, però, si nascondono differenze marcate: il Trentino-Alto Adige precede Veneto e Friuli-Venezia Giulia, i Comuni dolomitici occupano le prime posizioni e alcuni capoluoghi riescono a competere con località molto più piccole.

L’analisi, realizzata da FlexTax, utilizza gli open data del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’anno d’imposta 2024. Per “Nord-Est” si considera qui l’area seguita da Nordest24: Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. La media è calcolata dividendo il reddito complessivo dichiarato per il numero totale dei contribuenti, in modo da rendere confrontabili territori con popolazioni differenti.

Il Trentino-Alto Adige guida il confronto regionale

Il valore più elevato si registra in Trentino-Alto Adige, con 27.978 euro per contribuente. Il Veneto segue a 26.413 euro, mentre il Friuli-Venezia Giulia arriva a 26.250 euro. Tra le ultime due regioni la distanza è quindi di appena 163 euro; più evidente è il vantaggio del Trentino-Alto Adige, superiore di oltre 1.500 euro rispetto al Friuli-Venezia Giulia.

La media del Trentino-Alto Adige nasconde a sua volta una forte differenza tra le due Province autonome. Bolzano raggiunge 29.204 euro per contribuente, il valore provinciale più alto dell’intera area, mentre Trento si ferma a 26.738 euro. Tra le altre province spiccano Trieste con 27.732 euro e Padova con 27.394 euro, seguite da Vicenza a 26.717 euro e Treviso a 26.599 euro.

Pordenone registra 26.280 euro, Belluno 26.187, Verona 26.087, Venezia 26.082 e Udine 25.992. Nella parte bassa della graduatoria si trovano Gorizia, con 24.701 euro, e Rovigo, con 23.449 euro. La distanza tra Bolzano e Rovigo supera così i 5.700 euro per contribuente.

Dai paesi dolomitici ai capoluoghi: dove si dichiara di più

La classifica comunale propone un risultato ancora più netto. San Vito di Cadore è al primo posto con 41.554 euro per contribuente. Seguono Cortina d’Ampezzo con 37.961 euro e Moruzzo, in provincia di Udine, con 37.845 euro. Subito dopo compaiono Selva di Val Gardena, a quota 34.845 euro, e Falzes, con 34.233 euro.

Le prime posizioni sono quindi concentrate soprattutto lungo l’arco alpino, ma la dimensione dei Comuni impone prudenza. San Vito di Cadore conta 1.657 contribuenti, Moruzzo 1.927 e Selva di Val Gardena 2.433. In territori così piccoli, poche dichiarazioni molto elevate possono incidere fortemente sulla media. Per questo è utile affiancare alla graduatoria generale quella dei centri con una base contributiva più ampia.

Tra i Comuni con almeno 10.000 contribuenti primeggia Brunico, con 33.394 euro, davanti a Bressanone, 33.035 euro, e Appiano sulla Strada del Vino, 32.767 euro. Treviso è subito dietro con 32.195 euro e precede Padova, che raggiunge 31.737 euro. Bolzano arriva a 31.122 euro, Trento a 29.867 e Merano a 29.824 euro.

Tra gli altri capoluoghi Verona registra 29.410 euro per contribuente, Belluno 29.295, Udine 29.263, Pordenone 29.202 e Vicenza 28.823. Più indietro si trovano Venezia con 27.800 euro, Trieste con 27.732, Rovigo con 26.763 e Gorizia con 24.979 euro.

La graduatoria cambia nuovamente se si considera la quantità totale di reddito dichiarato. Verona concentra quasi 5,97 miliardi di euro, Venezia 5,57 miliardi, Padova 5,16 miliardi e Trieste 4,46 miliardi. Treviso, prima tra i capoluoghi per valore medio, scende quindi nella classifica dei volumi perché ha un numero inferiore di contribuenti.

Autonomi e imprenditori: chi presenta le medie più alte

Il territorio indica dove si concentrano i redditi; le fonti reddituali aiutano invece a capire quali categorie dichiarano gli importi medi più elevati. Nel Nord-Est la prima posizione spetta al lavoro autonomo, con circa 74.154 euro per occorrenza. Si tratta di oltre 4,5 miliardi di euro distribuiti su 60.722 occorrenze. Seguono i redditi spettanti agli imprenditori in contabilità ordinaria, con una media di 61.861 euro.

Il valore scende a 29.757 euro per i redditi d’impresa in contabilità semplificata. I redditi da partecipazione presentano una media di 25.513 euro, quelli da lavoro dipendente e assimilato di 25.159 euro e le pensioni di 22.509 euro.

Il lavoro dipendente costituisce comunque la componente più ampia: oltre 83,1 miliardi di euro e più di 3,3 milioni di occorrenze. Le pensioni superano 43,1 miliardi su circa 1,92 milioni di occorrenze. Il lavoro autonomo raggiunge medie molto più elevate, ma riguarda una platea numericamente più ristretta.

Le differenze tra le categorie mostrano anche che, per chi esercita un’attività, reddito fiscale e ricavi non coincidono necessariamente. Nel Regime Forfettario, per esempio, il reddito imponibile viene determinato applicando ai ricavi un coefficiente di redditività collegato al Codice ATECO. Questo aiuta a comprendere perché il reddito dichiarato da un professionista o da un imprenditore possa essere molto diverso dalle somme effettivamente incassate durante l’anno.

Le frequenze delle fonti di reddito non corrispondono necessariamente a persone diverse e non possono essere sommate: lo stesso contribuente può dichiarare più tipologie di reddito. Inoltre, il primato medio del lavoro autonomo non dimostra che tutti i contribuenti con i redditi complessivi più alti appartengano a questa categoria.

Il Nord-Est supera l’Italia, ma resta distante dalla Lombardia

La media dell’area, pari a 26.634 euro, supera quella nazionale di 1.507 euro per contribuente. In termini percentuali il vantaggio è del 6%. Il confronto con la Lombardia, la regione con la media più elevata nel dataset, ribalta però il risultato: i 29.421 euro lombardi superano il dato nordorientale di 2.787 euro, con uno scarto del 9,5%.

Il Nord-Est si colloca dunque nella parte alta della geografia reddituale italiana senza raggiungere il vertice. Al suo interno convivono aree molto dinamiche, capoluoghi con una forte concentrazione di reddito e piccoli Comuni turistici o montani capaci di registrare medie eccezionalmente elevate.

I dati, tuttavia, non permettono di attribuire automaticamente questi risultati al turismo, all’industria o alla presenza di professionisti. Per stabilire le cause delle differenze servirebbero informazioni specifiche sull’occupazione, sulla struttura produttiva, sull’età dei contribuenti e sulla composizione delle attività economiche presenti nei diversi territori.

La mappa finale mostra un Nord-Est tutt’altro che uniforme. L’Alto Adige guida il confronto provinciale, San Vito di Cadore quello comunale, mentre Treviso emerge tra i capoluoghi. Verona, Venezia, Padova e Trieste dominano invece per volume complessivo.

Chi dichiara di più e dove vive dipende quindi dal livello di osservazione: regione, provincia, Comune, dimensione della base contributiva e fonte del reddito raccontano parti diverse della stessa realtà.

Fonte: elaborazione sui dati del Dipartimento delle Finanze, Ministero dell’Economia e delle Finanze, "Open data comunale – principali variabili IRPEF", anno d’imposta 2024.

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