Parco Prealpi Giulie, 30 anni di natura: a Resia il bilancio tra tutela e sviluppo
A Resia i 30 anni del Parco Prealpi Giulie: focus su tutela ambientale, biodiversità e ruolo del Corpo forestale.
RESIA (UD) – Una giornata simbolica per celebrare tre decenni di impegno nella tutela ambientale e nella valorizzazione del territorio montano. Nel municipio di Resia si è tenuto l’evento dedicato ai 30 anni del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie, occasione per tracciare un bilancio e guardare alle sfide future.
Istituzioni e territorio insieme
All’incontro, organizzato in concomitanza con la Giornata mondiale della Terra, ha partecipato l’assessore regionale Stefano Zannier, che ha evidenziato come negli ultimi anni siano state rafforzate le risorse destinate ai parchi naturali, con l’obiettivo di coinvolgere sempre di più le comunità locali.
Presenti anche la presidente del Parco Anna Micelli e il comandante del Corpo forestale regionale Andrea Giorgiutti, insieme agli operatori forestali e ai rappresentanti dei Comuni coinvolti.
Il ruolo strategico del corpo forestale
Un punto centrale della giornata è stato il contributo del Corpo forestale regionale, definito fondamentale per la gestione del patrimonio boschivo.
Le attività svolte spaziano dal monitoraggio della fauna e della flora alla prevenzione degli incendi, fino alla manutenzione di sentieri e infrastrutture naturali. Un lavoro complesso che richiede competenze tecniche elevate e presenza costante sul territorio.
Numeri e attività sul territorio
Il Corpo forestale regionale conta 238 unità complessive, di cui 182 operative sul territorio, distribuite in quattro ispettorati e 28 stazioni forestali.
Negli ultimi anni si è assistito anche a un’evoluzione tecnologica, con strumenti per la georeferenziazione della rete sentieristica e il monitoraggio di neve e valanghe, migliorando l’efficacia degli interventi.
Biodiversità in crescita
Tra i risultati più rilevanti, l’incremento della fauna all’interno del Parco delle Prealpi Giulie. Dai circa 30 camosci iniziali si è passati a oltre un centinaio di esemplari.
Sono stati inoltre reintrodotti stambecchi e marmotte, mentre ha fatto ritorno naturale il castoro, assente da circa cinque secoli.
Un modello di collaborazione
L’anniversario ha messo in evidenza un sistema basato sulla sinergia tra istituzioni, enti e comunità locali, ritenuto essenziale per garantire la tutela e la valorizzazione dell’ambiente montano.
Un modello che punta a rafforzare il legame tra territorio e cittadini, trasformando i parchi naturali in spazi di crescita, consapevolezza e identità condivisa.