Friuli Venezia Giulia, ancora non pubblicata la mappatura delle tubazioni idriche obsolete
La questione, osservano, riguarda direttamente anche la tenuta complessiva delle infrastrutture idriche e il tema delle perdite d’acqua.
TRIESTE - La mappatura definitiva delle condotte acquedottistiche in cemento-amianto del Friuli Venezia Giulia, annunciata entro la fine del 2025, non è ancora stata resa pubblica. Per questo i consiglieri regionali Enrico Bullian (Casa civica) e Diego Moretti (Partito democratico) hanno presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti sullo stato di avanzamento dello studio, sui motivi del ritardo e sui tempi previsti per la conclusione e la pubblicazione dei dati.
Al centro della richiesta c’è la ricognizione della rete idrica regionale più vecchia e obsoleta, avviata con un emendamento alla legge regionale 13/2023 approvato all’unanimità. Quel provvedimento prevedeva un contributo fino a 300mila euro tramite Ausir a favore dei gestori del servizio idrico integrato, proprio per arrivare a una mappatura completa delle tubazioni in cemento-amianto presenti sul territorio.
Cosa chiedono i consiglieri regionali
Secondo Bullian e Moretti, il punto non è solo il ritardo amministrativo, ma la necessità di rendere disponibili informazioni considerate essenziali per capire lo stato reale della rete idrica regionale. Nell’interrogazione i due consiglieri chiedono quindi a che punto sia lo studio finanziato tramite Ausir, perché non sia ancora stato pubblicato e quali siano i tempi previsti per il deposito e la diffusione della documentazione.
La questione, osservano, riguarda direttamente anche la tenuta complessiva delle infrastrutture idriche e il tema delle perdite d’acqua. I due richiamano infatti il report Istat 2024, che per il Friuli Venezia Giulia indicava una dispersione nelle reti idriche pari al 42,3%.
Oltre 2.800 chilometri di tubazioni stimate
Nella relazione predisposta da Ausir nel 2024, ricordano i consiglieri, erano stimati oltre 2.800 chilometri di condutture in cemento-amianto a livello regionale, con un’età media di circa 70 anni. Un dato che, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, segnala una rete particolarmente esposta a deterioramento e dispersioni.
Da quella relazione avrebbe dovuto seguire la mappatura definitiva della rete idrica regionale entro la fine del 2025. A oggi, però, sostengono Bullian e Moretti, lo studio non risulta ancora pubblicato né reso disponibile.
Il tema si inserisce nel quadro più ampio delle criticità infrastrutturali segnalate in regione, dalle reti ai collegamenti, come nel caso della pista ciclabile del Trieste Airport, altra vicenda finita al centro di una recente interrogazione.
Il precedente nel territorio isontino
Bullian e Moretti ricordano inoltre che il problema non nasce oggi. Per il territorio isontino, spiegano, il tema della sostituzione delle tubazioni in cemento-amianto era già stato posto nel 2015 attraverso gli strumenti di programmazione previsti dal Piano d’ambito territoriale e affidati alla società pubblica Irisacqua.
Anche per questo, sottolineano, la pubblicazione della mappatura viene considerata un passaggio necessario per programmare gli interventi e definire priorità, aree più esposte e tempi di sostituzione delle tratte più vecchie.
Nell’interrogazione alla Giunta regionale i due consiglieri chiedono quindi di sapere quale sia lo stato effettivo dell’indagine, quali ragioni abbiano causato il ritardo rispetto alla scadenza annunciata della fine 2025 e quando lo studio sarà concluso, depositato e reso pubblico.