Riapertura scuola: ipotesi test salivari a studenti e deroghe su Dad
Dal 26 aprile si potrebbero aggiungere 1,5 milioni di studenti. Un passo più lungo della gamba, secondo le associazioni di presidi e insegnanti, ma anche secondo i sindacati, che ritengono impossibile...
Dal 26 aprile si potrebbero aggiungere 1,5 milioni di studenti. Un passo più lungo della gamba, secondo le associazioni di presidi e insegnanti, ma anche secondo i sindacati, che ritengono impossibile abolire del tutto la didattica a distanza. Stessa posizione espressa dalle Regioni. Ieri l’incontro tra il ministero e i sindacati si è concluso senza passi in avanti sul nodo riapertura.
Oggi si terrà una riunione del Comitato tecnico scientifico e un incontro tra governo e Regioni a cui parteciperanno anche le aziende del trasporto pubblico, in vista del decreto atteso per domani o giovedì.
Non si esclude la possibilità che il governo riveda, almeno in minima parte, la linea sulla riapertura delle scuole, magari consentendo qualche deroga sulla didattica a distanza. Che, comunque, resta applicata al 50% per le scuole superiori in zona rossa.
Le nuove regole per la scuola: ipotesi test salivari
Una delle poche certezze del rientro a scuola riguarda gli ingressi scaglionati. Ma non basta. Servirebbe un aumento della capienza dei mezzi, ipotesi che al momento sembra difficile da percorrere. Più facile che ci sia qualche deroga sulla didattica a distanza per le superiori, come chiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga: “Magari troveremo una soluzione modulando le percentuali delle presenze in aula”.
Intanto si fa largo l’ipotesi dei test salivari ogni settimana per gli studenti, come proposto dal membro del Cts Sergio Abrignani, che invita tutte le Regioni a seguire il modello di Lazio e Bolzano.
Ipotesi non facilmente percorribile, restando la responsabilità e l’organizzazione in capo alle Regioni.