Riccardi chiede 300mila euro di danni a La Verità, Belpietro e Giordano: pronta la causa
Riccardi chiede 300mila euro a La Verità, Belpietro e Giordano per due articoli sul concerto di Bocelli e il terremoto del Friuli.
UDINE – Una richiesta di risarcimento danni da 300mila euro e una controversia destinata a proseguire davanti al Tribunale di Milano. L'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha avviato una procedura di mediazione per presunta diffamazione nei confronti del quotidiano La Verità, del direttore responsabile Maurizio Belpietro e del giornalista Mario Giordano.
Al centro della contestazione ci sono due articoli pubblicati il 31 agosto e il 9 settembre 2026, riguardanti l'organizzazione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, il concerto di Andrea Bocelli a Gemona e la realizzazione di un sito internet commemorativo.
Riccardi, assistito dall'avvocato Maurizio Miculan, sostiene che le ricostruzioni giornalistiche contengano affermazioni non corrispondenti alla realtà e abbiano danneggiato gravemente la sua reputazione personale e professionale.
Le contestazioni sul concerto di Bocelli a Gemona
Uno dei principali punti della controversia riguarda il concerto di Andrea Bocelli, organizzato a Gemona del Friuli il 7 maggio 2026, nell'ambito delle iniziative per i cinquant'anni del terremoto.
Secondo quanto contestato dall'assessore, gli articoli avrebbero attribuito a Riccardi un ruolo diretto nell'istituzione del Comitato per il cinquantennale e nell'affidamento dell'organizzazione dell'evento a una società alla quale sarebbe stato collegato suo figlio.
La versione fornita dall'esponente regionale è completamente diversa.
Riccardi precisa che il Comitato è stato istituito attraverso una legge regionale, e non per sua iniziativa personale.
Sostiene inoltre che l'affidamento dell'incarico per il concerto sia stato gestito da un assessorato differente dal suo.
Un'ulteriore contestazione riguarda il presunto coinvolgimento familiare: secondo quanto dichiarato nella nota diffusa dal suo legale, il figlio non sarebbe socio della società organizzatrice e non avrebbe ottenuto alcun beneficio economico dall'evento.
Il sito internet per il terremoto e le spese contestate
La richiesta di risarcimento riguarda anche quanto pubblicato sulla realizzazione di un sito internet dedicato alle commemorazioni delle vittime del terremoto.
Gli articoli avrebbero attribuito all'assessore una gestione diretta della procedura, facendo riferimento a costi giudicati eccessivi.
Anche in questo caso Riccardi respinge la ricostruzione.
Secondo la sua versione, la procedura per la creazione del portale è stata seguita dall'Ufficio Stampa e comunicazione della Presidenza della Regione, senza una sua gestione personale.
Le contestazioni riguardano quindi il ruolo effettivamente svolto dall'assessore nelle iniziative commemorative e la rappresentazione pubblica dell'utilizzo delle risorse.
Richiesta di risarcimento da 300mila euro
Secondo Riccardi, la pubblicazione dei due articoli avrebbe prodotto un grave danno alla sua immagine pubblica, rappresentandolo come protagonista di presunti favoritismi e sprechi di denaro pubblico.
Una rappresentazione che l'assessore considera infondata e lesiva della propria reputazione.
Per queste ragioni, attraverso l'avvocato Miculan, ha attivato una procedura davanti all'Organismo di Conciliazione dell'Ordine degli Avvocati di Milano, quantificando in 300mila euro il risarcimento richiesto.
Si tratta di una pretesa formulata dall'assessore, sulla quale non è intervenuto alcun accertamento giudiziario definitivo.
La Verità, Belpietro e Giordano non aderiscono alla mediazione
La procedura di mediazione prevede un appuntamento fissato per il 19 novembre 2026.
Secondo quanto comunicato dal legale di Riccardi, il quotidiano, il direttore responsabile e il giornalista coinvolti hanno già annunciato di non voler aderire alla mediazione.
Di fronte alla mancata disponibilità a raggiungere un accordo in questa sede, l'assessore ha dichiarato l'intenzione di rivolgersi al Tribunale di Milano per chiedere la tutela dei propri diritti.
La vicenda si sposta dunque verso un possibile contenzioso civile, nel quale dovranno essere esaminate le contestazioni formulate dall'assessore e le eventuali difese delle controparti.