Riforma del territorio Fvg, Capozzi: la legge 90 deve governare i conflitti sul suolo

Nel dibattito in Consiglio regionale sulla legge 90, la consigliera M5S chiede più forza su rigenerazione urbana e pressioni territoriali.

30 settembre 2026 20:13
Riforma del territorio Fvg, Capozzi: la legge 90 deve governare i conflitti sul suolo -
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TRIESTE - La riforma del governo del territorio del Friuli Venezia Giulia entra nel vivo in Consiglio regionale e dal dibattito sulla legge 90 arrivano richieste di maggiori garanzie sulla gestione dei conflitti tra sviluppo, ambiente e comunità locali. A intervenire è la consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, che durante la prima delle due giornate di lavori dell’Assemblea legislativa ha posto l’attenzione sulla capacità reale della norma di governare le trasformazioni del territorio nei prossimi decenni.

Il confronto in Aula, dedicato in gran parte alla riforma del governo del territorio, ruota attorno al disegno di legge che punta a superare l’attuale impianto pianificatorio regionale. Capozzi ha definito il provvedimento una delle norme più rilevanti della legislatura, chiedendo però un approccio “realistico” sulla sua efficacia.

Il nodo dei conflitti territoriali

Secondo la consigliera pentastellata, il punto centrale non è soltanto aggiornare le procedure, ma dotare la Regione di strumenti in grado di intervenire sui conflitti che già oggi emergono con maggiore frequenza. Il riferimento è alla convivenza tra energia, agricoltura, paesaggio, ambiente e interessi delle comunità locali.

Capozzi ha spiegato che la legge “disegnerà la nostra regione” per i prossimi decenni e, proprio per questo, dovrebbe avere la forza di governare il cambiamento invece di limitarsi ad accompagnarlo. Da qui la domanda politica posta durante la discussione generale: il nuovo Piano per il governo del territorio sarà davvero capace di gestire questi contrasti oppure rischierà di fermarsi alla sola disciplina delle procedure?

Cosa viene condiviso della riforma

Nel suo intervento, la consigliera ha comunque riconosciuto la necessità di superare un sistema di pianificazione giudicato ormai datato, richiamando il Purg del 1978. Su questo punto, il Movimento 5 Stelle condivide gli obiettivi generali della riforma: rafforzare la pianificazione regionale, favorire la rigenerazione urbana e territoriale e contrastare il consumo di suolo.

Si tratta di temi già al centro della discussione politica regionale, anche nelle sedute del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia di questi giorni, che proseguono con un esame concentrato proprio sulla nuova disciplina urbanistica.

Pressioni crescenti tra rinnovabili e uso del suolo

La parte più critica dell’intervento riguarda le pressioni che oggi gravano sul territorio, a partire dalla transizione energetica e dalla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili. Capozzi ha chiarito di non essere contraria alle rinnovabili, ritenendo necessaria la transizione energetica, ma ha aggiunto che ogni trasformazione produce effetti concreti sul territorio e richiede quindi una pianificazione “seria e oculata”.

Il timore espresso è che l’aumento delle trasformazioni possa far crescere i conflitti senza che la nuova legge offra strumenti abbastanza efficaci per affrontarli. Per questo la consigliera insiste sulla necessità di mettere al centro rigenerazione e riuso delle aree già urbanizzate prima di occupare nuovo suolo.

Gli emendamenti presentati

Nella discussione sul disegno di legge 90, Capozzi ha infine richiamato gli emendamenti depositati dal suo gruppo. L’obiettivo indicato è rafforzare le tutele e rendere la pianificazione uno strumento concreto per comporre interessi diversi e proteggere il territorio, senza bloccare le trasformazioni ma provando a governarle in modo più attento.

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