Riforma del territorio Fvg, le modifiche chieste da Massolino su suolo, mobilità e Comuni
La consigliera regionale Giulia Massolino indica gli emendamenti accolti e gli ordini del giorno entrati nella riforma.
TRIESTE - Dalla de-impermeabilizzazione dei suoli alla mobilità sostenibile, fino alla viabilità portuale e ai tempi di attuazione per i Comuni: sono questi i punti sui quali, secondo la consigliera regionale Giulia Massolino, il confronto sulla riforma del governo del territorio del Friuli Venezia Giulia ha portato modifiche concrete al testo in discussione in Consiglio regionale.
Nel bilancio tracciato il 2 ottobre 2026, l’esponente del Patto per l’Autonomia - Civica FVG parla di oltre 50 emendamenti presentati sul provvedimento, frutto del lavoro svolto tra Commissione e Aula e del confronto con associazioni e portatori di interesse. Alcune proposte, spiega, sono state recepite direttamente nella legge, mentre altre sono passate attraverso ordini del giorno accolti dalla Giunta regionale.
Il confronto si inserisce nel percorso della riforma urbanistica Fvg, che in questi giorni è arrivata in Aula con il ddl 90.
Suolo, rigenerazione urbana e mobilità
Tra i punti evidenziati da Massolino c’è il tema della rigenerazione urbana e del consumo di suolo. In base all’emendamento accolto, la rigenerazione non viene limitata alla sostituzione o trasformazione dell’esistente, ma comprende anche interventi di de-impermeabilizzazione e rinaturalizzazione dei suoli compromessi. Nel quadro indicato dalla consigliera vengono così riconosciuti anche il valore delle infrastrutture verdi e la qualità dello spazio pubblico.
Un secondo capitolo riguarda la mobilità sostenibile. La proposta, riferisce Massolino, ha portato a inserirla tra gli obiettivi della pianificazione, includendo inoltre velostazioni e infrastrutture per la ciclabilità tra le dotazioni urbanistiche.
A questo si aggiunge un ordine del giorno accolto dalla Giunta che punta a orientare il regolamento attuativo su due parametri: limiti massimi per i parcheggi destinati alle auto private e soglie minime per il parcheggio sicuro e protetto dei velocipedi. Il riferimento richiamato è alla direttiva europea che entrerà in vigore da gennaio 2027.
Viabilità portuale e ruolo dei Consigli comunali
Un altro passaggio tocca il rapporto tra logistica, portualità e centri abitati. Secondo quanto riferito dalla consigliera, l’ordine del giorno accolto impegna la Giunta a fare in modo che l’accessibilità agli ambiti portuali e retroportuali sia organizzata attraverso una rete dedicata, stradale e ferroviaria, così da evitare che il traffico pesante si scarichi sulla viabilità ordinaria e residenziale.
Nello stesso impianto rientrano anche le aree buffer e logistiche, che dovranno essere collegate a questa rete dedicata.
Sul piano istituzionale, Massolino segnala poi una modifica relativa ai Comuni: gli indirizzi strategici che orientano la partecipazione delle amministrazioni comunali ai tavoli di pianificazione sovracomunale dovranno essere deliberati in via preventiva dai Consigli comunali. Un tema che si lega anche al confronto sul ddl 90, dove in Aula sono emersi nodi su pianificazione di area vasta e ruolo degli enti locali.
I tempi per regolamento e adeguamenti
Tra le modifiche rivendicate c’è anche quella sui tempi di attuazione della riforma. Il regolamento attuativo, secondo quanto indicato, dovrà essere approvato dalla Giunta entro 180 giorni. Inoltre il periodo concesso ai Comuni per adeguare i propri strumenti urbanistici decorrerà dalla pubblicazione del regolamento e non dall’entrata in vigore della legge.
Per Massolino questo passaggio serve a consentire agli enti locali di lavorare con un quadro regolamentare già definito, evitando di far scattare gli adeguamenti prima della disponibilità degli strumenti applicativi.
La consigliera segnala invece la mancata apertura su altri temi ritenuti centrali, a partire dalla partecipazione, che a suo giudizio dovrebbe avere un ruolo più forte su interventi che incidono sulla vita quotidiana delle comunità e dei territori. Nella valutazione rientrano anche le proprietà collettive e i GECT, indicati tra i punti sui quali non sarebbe arrivato un recepimento soddisfacente.
Nel suo bilancio finale, Massolino sottolinea che una parte decisiva della partita si sposterà ora sulla stesura del regolamento attuativo e sulla sua applicazione da parte della Regione e dei Comuni.