Riforma urbanistica Fvg, nel Ddl 90 entrano Province e limiti più stretti sul consumo di suolo
A Trieste l’audizione in IV Commissione sul disegno di legge 90. Amirante.
TRIESTE - Entrano il ruolo delle Province nel sistema della pianificazione e nuove precisazioni sul contenimento del consumo di suolo tra le modifiche al disegno di legge 90 sulla riforma del governo del territorio in Friuli Venezia Giulia. È il punto emerso oggi, 10 settembre 2026, durante le audizioni dei portatori di interesse in IV Commissione del Consiglio regionale.
Ad aprire i lavori è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, che ha spiegato come gli emendamenti approvati dalla Giunta nella seduta del 4 settembre recepiscano diverse osservazioni arrivate nel confronto con enti locali, associazioni e ordini professionali.
Cosa cambia nel disegno di legge 90
Secondo quanto illustrato dall’assessore, una parte rilevante delle correzioni riguarda proprio il futuro assetto della pianificazione territoriale. Nel Titolo II del Ddl 90 vengono integrate le disposizioni sui soggetti della pianificazione e definite le funzioni provinciali, con modifiche anche agli articoli che regolano gli accordi, la copianificazione di livello intermedio e le norme transitorie.
Sul versante del suolo, la Regione ha accolto la richiesta dei Comuni di poter mantenere i propri piani struttura fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano di governo del territorio. Questa possibilità, però, non consentirà il trasferimento di ulteriori cubature sul piano operativo, con l’obiettivo di evitare che la fase transitoria produca nuovo consumo di suolo.
Il rapporto tra legge urbanistica e Piano di governo del territorio
Nel corso della seduta, Amirante ha richiamato anche il percorso parallelo tra la nuova legge urbanistica e il Piano di governo del territorio, spiegando che dai contributi raccolti finora è emersa una distinzione chiara tra i due strumenti.
La legge, ha precisato, definisce il quadro normativo, i soggetti e le procedure della pianificazione; il Pgt, invece, è indicato come lo strumento di indirizzo e di governo del territorio regionale. Proprio su questo passaggio l’assessore ha sottolineato che il Piano dovrà servire a innescare processi di rigenerazione urbana e trasformazione sociale ed economica che finora, nonostante norme e strumenti già introdotti nelle legislature precedenti, non hanno prodotto i risultati attesi.
La visione indicata dalla Regione per il Friuli Venezia Giulia
Nell’impostazione illustrata in Commissione, il Piano dovrà guardare al Friuli Venezia Giulia come a un territorio capace di mantenere la sua distribuzione policentrica, valorizzandone le specialità e cercando allo stesso tempo di contrastare denatalità e spopolamento.
Tra gli obiettivi indicati ci sono anche un nuovo percorso di politiche abitative e la necessità di accompagnare i processi industriali, produttivi ed economici già in corso, oltre a quelli che potrebbero svilupparsi nei prossimi anni. Amirante ha definito il Pgt uno strumento con una visione strategica di lungo periodo, proiettata sui prossimi 50 anni.
I contributi recepiti dalla Giunta
L’assessore ha ricordato che le modifiche predisposte dalla Giunta sono il risultato del confronto sviluppato nella fase di elaborazione del provvedimento. Tra i contributi citati in Commissione figurano quelli di Legambiente sul consumo di suolo, dell’Istituto nazionale di urbanistica, della Federazione regionale degli Ordini degli architetti e del Comune di Trieste, oltre alle osservazioni presentate da altri soggetti intervenuti nel percorso di consultazione.
La seduta della IV Commissione a Trieste è stata dedicata proprio alle audizioni sul Ddl 90, mentre gli emendamenti approvati dalla Giunta il 4 settembre rappresentano, secondo quanto riferito dall’assessore, il testo aggiornato su cui prosegue ora l’esame consiliare.