Riforma urbanistica Fvg, Treleani: superare il Purg del 1978 non è più rinviabile

Dopo le audizioni in Commissione, il consigliere FdI chiede una pianificazione più agile con Regione e Comuni.

A cura di Web Team Web Team
10 settembre 2026 18:57
Riforma urbanistica Fvg, Treleani: superare il Purg del 1978 non è più rinviabile -
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TRIESTE - La riforma del governo del territorio in Friuli Venezia Giulia entra in una fase politica decisiva dopo le audizioni in Commissione sul disegno di legge regionale dedicato alla pianificazione urbanistica. Al termine del confronto, il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Igor Treleani ha definito il percorso «necessario e non più rinviabile», indicando come nodo centrale il superamento di un impianto normativo giudicato non più adeguato alle esigenze attuali.

Secondo Treleani, dalle audizioni con soggetti pubblici e operatori che si confrontano ogni giorno con norme urbanistiche e pianificazione è emerso un punto comune: la necessità di aggiornare un sistema che, a suo giudizio, non riesce più a rispondere ai cambiamenti del territorio, delle città e del contesto economico, sociale e ambientale della regione.

Il consigliere ha richiamato in particolare il riferimento al Purg del 1978, ritenuto legato a una fase storica molto diversa da quella attuale. In quasi cinquant'anni, ha osservato, sono cambiate in profondità le esigenze del Friuli Venezia Giulia e non sarebbe più possibile governare le trasformazioni dei prossimi decenni con strumenti concepiti in un altro contesto.

Cosa prevede l'impostazione della riforma

Per Treleani, uno degli aspetti più rilevanti è la scelta di procedere insieme con la nuova legge urbanistica e con l'attuazione del Piano di governo del territorio. Un passaggio che, secondo il consigliere, distinguerebbe questo iter dai precedenti tentativi di riforma, nei quali sarebbe mancato l'allineamento tra pianificazione generale e strumenti legislativi capaci di renderla applicabile.

Sul tema si inserisce anche il dibattito regionale sul Piano del territorio, il cui parere è stato rinviato al 22 settembre 2026.

L'obiettivo indicato è quello di costruire un sistema più semplice, comprensibile ed efficace, basato sulla collaborazione tra Regione e Comuni attraverso un modello di copianificazione. In questa impostazione, ha spiegato Treleani, verrebbe rafforzato il rapporto tra i diversi livelli istituzionali, così da affrontare anche questioni che non possono essere risolte limitandosi ai confini amministrativi dei singoli Comuni.

Rigenerazione urbana e riduzione del consumo di suolo

Tra i punti evidenziati dal consigliere regionale ci sono la rigenerazione urbana, il recupero del patrimonio edilizio esistente, la riduzione del consumo di suolo e la necessità di rendere le città più resilienti rispetto ai cambiamenti climatici. Sono questi, nelle sue parole, gli assi su cui dovrebbe muoversi la nuova pianificazione del Friuli Venezia Giulia.

Treleani ha inoltre sottolineato l'utilità delle audizioni, considerate un passaggio concreto per raccogliere osservazioni da parte di chi le norme dovrà applicare e di chi opera quotidianamente sul territorio. Proprio da questo confronto, ha detto, sarebbe emersa la conferma che dopo decenni di transizione occorre chiudere con il vecchio sistema.

Il confronto in Consiglio regionale

La discussione resta ora legata ai prossimi passaggi istituzionali della riforma. In Consiglio regionale il tema del governo del territorio è già al centro del calendario politico di settembre.

Nella lettura del consigliere di FdI, la riforma non riguarda soltanto l'urbanistica in senso stretto, ma il modo in cui la Regione intende immaginare il proprio sviluppo nei prossimi decenni. L'obiettivo, ha concluso, è dotare il Friuli Venezia Giulia di strumenti più agili e moderni, capaci di accompagnare la crescita senza rinunciare alla tutela del territorio.

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