Rifugi dell’Alto Adige riforniti con i droni: 189 voli e 8,5 tonnellate trasportate
Il servizio estivo di FlyingBasket chiude la prima stagione programmata: rifornimenti, rifiuti e materiali trasportati senza elicotteri.
BOLZANO - Sulle montagne dell’Alto Adige si chiude la prima stagione di rifornimento programmato dei rifugi con cargo drone: durante l’estate 2026 FlyingBasket ha completato 189 voli, coinvolgendo otto rifugi alpini e trasportando oltre 8,5 tonnellate di materiali tra consegne in quota e carichi riportati a valle. Per le strutture in alta montagna il servizio ha significato rifornimenti più frequenti, maggiore disponibilità di prodotti freschi e una gestione più semplice dei rifiuti.
Dopo la fase sperimentale avviata nel 2025, la tech company altoatesina FlyingBasket ha trasformato i singoli interventi in un servizio organizzato per l’intera estate, sviluppato insieme ai rifugi partecipanti e finanziato dal Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia Autonoma di Bolzano. L’attività è iniziata il 1 giugno e terminerà il 13 ottobre 2026.
Come ha funzionato il servizio
I voli sono stati effettuati con il drone cargo FB3, con carico utile fino a 60 chili. Le rotte hanno superato i 10 chilometri, con dislivelli fino a 1.500 metri e arrivi fino a quota 3000. Tra i materiali trasportati ci sono stati pane fresco, verdure, canederli e anche materiali da costruzione.
FlyingBasket ha seguito anche il ritiro degli alimenti presso i fornitori locali. Nei voli di ritorno, invece, i droni hanno trasportato a valle rifiuti e attrezzature, alleggerendo l’organizzazione quotidiana dei rifugi. In diversi casi la consegna è stata effettuata direttamente accanto all’ingresso della cucina.
Secondo l’assessore alle Opere Pubbliche della Provincia Autonoma di Bolzano, Christian Bianchi, la sperimentazione estiva ha mostrato come questa tecnologia possa diventare uno strumento concreto per i rifugi, grazie a rifornimenti più frequenti e a una logistica più efficiente anche per il rientro dei materiali a valle.
Gli otto rifugi coinvolti
La prima stagione sistematica di rifornimento tramite droni ha interessato otto strutture alpine: Payer/Payerhütte, Sasso Nero/Schwarzensteinhütte, Tridentina/Birnlückenhütte, Giogo Lungo/Lenkjöchlhütte, Monteneve/Schneeberghütte, Forcella Vallaga/Flaggerschartenhütte, Vedretta Piana/Grohmannhütte e Gino Biasi al Bicchiere/Becherhaus.
Alain Untergassmair, gestore del Rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte, ha spiegato che dopo un iniziale scetticismo il sistema si è rivelato ben organizzato, con tempi adeguati tra un volo e l’altro per sistemare il materiale ricevuto. Un eventuale aumento della capacità di carico, ha aggiunto, renderebbe il servizio ancora più utile nella gestione del rifugio.
Cosa cambia per la logistica in alta quota
Per FlyingBasket questa stagione segna il passaggio da una semplice prova tecnica a un impiego continuativo nella logistica dei rifugi. Moritz Moroder, CEO e cofondatore dell’azienda, ha sottolineato che le operazioni estive hanno permesso di testare sul campo limiti tecnici e normativi dei droni cargo in un contesto complesso, raccogliendo dati utili anche per l’evoluzione dell’FB3 e per la prossima generazione di velivoli.
L’azienda, nata in Alto Adige nel 2015 e oggi attiva a livello internazionale nella logistica aerea con droni cargo, considera il territorio alpino un banco di prova naturale per applicazioni concrete. Il progetto sui rifugi, in questa prospettiva, serve a verificare non solo se un drone può raggiungere una struttura in alta quota, ma se può entrare stabilmente nella programmazione ordinaria dei rifornimenti per un’intera stagione.