Rinvenuto ad Aquileia un tratto dell'antica via Iulia Augusta

Un nuovo tratto della viabilità principale di epoca romana è stato messo in luce ad Aquileia in via GiuliaAugusta, all’estremità settentrionale della città, durante l’ordinariasorveglianza archeologic...

19 giugno 2020 12:55
Rinvenuto ad Aquileia un tratto dell'antica via Iulia Augusta -
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Un nuovo tratto della viabilità principale
di epoca romana è stato messo in luce ad Aquileia in via Giulia
Augusta, all’estremità settentrionale della città, durante l’ordinaria
sorveglianza archeologica svolta in occasione dei
lavori di allacciamento di un cliente effettuati da E-Distribuzione,
Società del Gruppo Enel che gestisce la rete a media e bassa tensione.

I tecnici dell’impresa incaricata dei
lavori, non appena individuati i resti archeologici nel corso delle
operazioni di scavo, hanno interrotto immediatamente ogni attività
informando, come d’obbligo, le Autorità locali competenti.
Le operazioni di scavo sono dunque proseguite sotto la sorveglianza
dell’archeologa Chiara Magrini e la direzione scientifica del
funzionario archeologo Paola Ventura per la Soprintendenza Archeologia,
belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e grazie
alla disponibilità di E- Distribuzione.

In seguito all’individuazione di alcuni basoli, appartenenti alla strada romana c.d. “Iulia Augusta”,
che da Aquileia conduceva al Norico (attuale Austria), si è deciso di
condurre un ampliamento e approfondimento,
cogliendo l’occasione per rilevare e posizionare nella topografia della
città di Aquileia, con maggiore certezza rispetto al passato, il
margine orientale della strada che fungeva da cardine massimo della
colonia. Finora infatti il tracciato stradale era stato
intercettato in più punti, ma senza mai poterne definire almeno uno dei
limiti e quindi l’effettiva larghezza, considerato anche che il margine
occidentale corre al di sotto dell’attuale S.R. 52. Tale ritrovamento
riveste quindi particolare importanza nella
ricostruzione della viabilità generale di Aquileia.

Si sono poi incentrate le indagini su una
fascia immediatamente a est dello scavo, dove le strutture antiche di
canalizzazione, forse interpretabili come tratti di fognatura o
acquedotto, risultano compromesse da una antica fossa
di spoliazione, scavata per ricavare materiale edilizio da
riutilizzare.

Il consistente strato di terreno di
riporto che è stato qui messo in luce è riconducibile a una massiccia
opera di bonifica finalizzata all’urbanizzazione del settore
settentrionale di Aquileia, già individuata in occasione di
precedenti indagini e datata ad una fase piuttosto precoce della
colonia (inizi del I secolo a.C.): lo dimostrano i materiali ceramici,
simili ad altri rinvenuti ad esempio nei livelli più antichi del
macellum a nord del Foro, fra cui spiccano due bolli di anfore adriatiche che riportano i nomi “ALEX” e “PHILIP”.

In un tratto di trincea ancora più ad
oriente sono invece emersi i resti di alcuni spazi abitativi o botteghe,
riferibili ad epoca tardo-imperiale. Interessante è la presenza di un
piano di malta, interpretabile come preparazione
del pavimento vero e proprio. Anche in questo caso le strutture
risultano compromesse da una manomissione avvenuta ancora in età
tardoantica/altomedievale, come denunciato dall’abbondante materiale
ceramico presente nel riempimento della fossa.

“Siamo particolarmente orgogliosi –
sottolinea Davide Marini, responsabile E-Distribuzione Zona di
Udine-Monfalcone-Pordenone – di aver rinvenuto, ancorché in modo
fortuito, testimonianze archeologiche della storia di Aquileia
e del suo territorio e di aver contribuito, grazie alla guida esperta
della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, alle operazioni di
scavo. La vicenda rappresenta inoltre un ulteriore esempio
dell’attenzione e del rispetto con cui la nostra azienda opera
sul territorio, nonché della eccellente collaborazione creata con le
tutte le Amministrazioni competenti”.

Il Sindaco Emanuele Zorino sottolinea:
“Aquileia non finisce mai di stupire ed è un’emozione vedere come
l’archeologia sia parte intrinseca del nostro territorio; ogni scavo, in
questo caso e come in moltissimi casi per motivazioni
di carattere civile, ci ricorda l’immenso patrimonio che la città di
Aquileia materialmente detiene. Un singolare rapporto fra città viva e
città dell’eredità culturale che da sempre caratterizza l’unicum
che Aquileia rappresenta. Quell’unicità su
cui la nostra amministrazione punta tanto e che può diventare volano
per economia e turismo. Ancor di più in questo caso dove l’esplorazione
ha portato in luce parte del cardine massimo, simbolo della rete viaria
romana di cui Aquileia è stata crocevia.

È stato un cantiere che è diventato
un’attrazione per i tanti turisti che nonostante il periodo stanno
percorrendo il collegamento ciclabile più bello d’Europa, evitando di
fatto il disagio dovuto al rallentamento della viabilità
sull’asse dell’Alpen Adria. L’ottima collaborazione fra Soprintendenza,
Enel e Comune ha creato le condizioni per trasformare, in sicurezza, il
cantiere di scavo in un punto di interesse; sarebbe utile e
nell’interesse del territorio ora aprire un tavolo per
ragionare di una valorizzazione in loco dell’importate ritrovamento.

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