Scuola in trasformazione, Rosolen: “Più docenti, più servizi e plessi salvati nei territori”
Rosolen al congresso Uil Scuola Rua Fvg: autonomia, servizi AttivaScuola e fondi saliti a 90 milioni per rispondere ai cambiamenti.
CAPRIVA DEL FRIULI – Un dialogo con le organizzazioni sindacali che deve restare franco, costruttivo e soprattutto orientato all’utilità concreta, mentre il mondo dell’istruzione attraversa una fase di cambiamento profondo. È il messaggio lanciato oggi dall’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, intervenuta al congresso regionale della Uil Scuola Rua Friuli Venezia Giulia.
Al centro dell’intervento, un concetto chiaro: la scuola non è più quella di qualche anno fa. Mutano i contesti, aumentano le esigenze, crescono le fragilità e la normativa evolve. Per questo – ha spiegato l’assessore – la Regione sta portando avanti, dal 2018, un lavoro per riconoscere spazi di autonomia al sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia e renderlo più attrattivo, più forte e più moderno, in linea con i mutamenti sociali in atto.
Secondo Rosolen, il confronto con i sindacati deve proseguire con continuità, perché il sistema dell’istruzione è attraversato da trasformazioni che incidono direttamente sulla quotidianità di studenti, insegnanti e famiglie. L’assessore ha descritto classi sempre più eterogenee, con ragazzi provenienti da culture e tradizioni diverse, e con studenti che oggi hanno un approccio nuovo alla scuola, portando con sé esigenze più marcate rispetto al passato.
Non solo. Rosolen ha richiamato l’attenzione su un elemento che sta emergendo con forza: la presenza di fragilità che fino a pochi anni fa erano difficili perfino da immaginare. Una realtà che impone strumenti diversi, risposte più rapide e un’organizzazione capace di adattarsi senza perdere qualità.
Per un approfondimento su temi legati alle fragilità e alle nuove esigenze sociali, può essere utile anche questo focus sul confronto tra professionisti e associazioni: https://www.nordest24.it/campoformido-giornata-malattie-rare-incontro-sensibilizzazione
Partendo da questo scenario, la Regione – ha spiegato l’assessore – sta utilizzando i propri margini di autonomia per intervenire su due fronti considerati prioritari:
garantire la formazione delle classi
mantenere i plessi scolastici con numeri non perfettamente allineati alle regole nazionali
L’obiettivo dichiarato è rispondere a un bisogno che i territori percepiscono come urgente: non lasciare sguarnite aree dove la scuola rappresenta un presidio fondamentale, non soltanto didattico ma anche comunitario. Un’azione che Rosolen definisce complementare rispetto ai percorsi di autonomia scolastica già avviati dagli istituti del Friuli Venezia Giulia.
Attivascuola, contributi alle famiglie e sport: il pacchetto regionale
Tra i pilastri richiamati dall’assessore c’è il lavoro sul personale e l’introduzione di servizi innovativi e aggiuntivi per famiglie e istituti. In questo quadro si inserisce AttivaScuola, indicato come uno dei progetti con cui la Regione mette a disposizione strumenti complementari rispetto alla didattica ordinaria.
Rosolen ha inoltre ricordato:
l’ampliamento dei contributi alle famiglie per il diritto allo studio
la creazione di un pacchetto dedicato allo sport, definito unico in Italia, pensato per accompagnare gli studenti dalla scuola dell’infanzia fino al termine della secondaria di secondo grado
Un altro punto evidenziato è la volontà di valorizzare le comunità linguistiche minoritarie, elemento identitario che contribuisce a delineare il carattere della regione a statuto speciale e che, nelle politiche scolastiche, richiede attenzione e strumenti dedicati.
Per chi segue anche i progetti culturali connessi a scuola e università, qui un riferimento utile agli incontri sul territorio: https://www.nordest24.it/friuli-venezia-giulia-circolo-della-storia-tour-incontri-universita
Risorse in crescita: “da 30 a 90 milioni”
Nel suo intervento, Rosolen ha voluto mettere in evidenza la dimensione economica del percorso intrapreso dalla Regione. Secondo l’assessore, si tratta di un cammino sostenuto da risorse importanti, cresciute nel tempo con un salto netto:
oltre 30 milioni di euro nel 2018
90 milioni di euro oggi
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete capace di reggere i cambiamenti sociali che, a suo avviso, non possono essere ignorati o rimandati.
Nelle conclusioni, Rosolen ha fotografato un tema che incide su tutta la programmazione: il sistema scolastico regionale, in termini numerici, “si sta prosciugando”, con sempre meno studenti. Eppure – ha rimarcato – cresce la necessità di avere più docenti di ruolo, insegnanti di sostegno e personale scolastico.
Una contraddizione solo apparente: meno studenti non significa automaticamente meno complessità. Anzi, in classi sempre più articolate per bisogni e fragilità, la qualità del servizio dipende anche dalla disponibilità di risorse umane adeguate.
Rosolen ha quindi riconosciuto l’impegno di chi lavora ogni giorno nella scuola, sottolineando che il personale sta garantendo un servizio di grande qualità e che la Regione intende continuare a sostenerlo, per affrontare – “tutti insieme” – le trasformazioni che segnano questo periodo storico.