Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”

Grande partecipazione, soprattutto di giovani, per l’incontro con Giulia Ciarapica. Prossimo appuntamento il 6 novembre.

31 ottobre 2026 09:34
Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono” -
Condividi

Un Salone d’onore di Palazzo Casalini gremito ha fatto da cornice, giovedì 29 ottobre, all’inaugurazione della quarta edizione di “Quello che le donne scrivono”, la rassegna letteraria promossa dall’associazione culturale CRAMS APS. Protagonista della serata è stata Giulia Ciarapica, scrittrice, giornalista e critica letteraria, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso oltre un secolo di letteratura, ripercorrendo il cammino delle donne verso la conquista di una propria voce e di uno spazio autonomo nel panorama culturale. Attiva nella divulgazione letteraria e nella promozione della lettura, Ciarapica collabora con “Il Foglio” e dal 2023 interviene come critica letteraria nel programma di Rai Uno “Mille e un libro”. Fa inoltre parte della giuria del Premio Strega, in qualità di Amica della Domenica.

La sua presenza ha contribuito al successo di una serata che, oltre alla grande partecipazione di pubblico, si è distinta per l’interesse dimostrato dalle nuove generazioni, confermando la capacità della rassegna di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e di stimolare il confronto su temi culturali e sociali di grande attualità. Un avvio incoraggiante per una manifestazione che, nata per valorizzare le autrici del territorio, ha progressivamente ampliato i propri orizzonti, diventando un'occasione di incontro e confronto sui cambiamenti della società attraverso i libri.

Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”
Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”

Le voci di Chiara Paparella e dei saluti istituzionali

A esprimere soddisfazione è stata Chiara Paparella, presidente dell’associazione e ideatrice della rassegna. «Vedere Palazzo Casalini così gremito, soprattutto di giovani, è la soddisfazione più grande e ci conferma che stiamo percorrendo la strada giusta». Paparella ha ricordato l'impegno necessario per dare continuità a un progetto culturale, ringraziando quanti ne hanno accompagnato la crescita, a cominciare da Bvr Banca Veneto Centrale, che sostiene l'iniziativa fin dalla prima edizione. La serata si è aperta con i saluti istituzionali di Dominga Milan, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Rovigo, e di Andrea Dissette, responsabile dell'Ufficio Relazioni Istituzionali e Sviluppo di Bvr Banca Veneto Centrale. L’assessore Milan ha sottolineato il valore di una manifestazione capace di unire la promozione della lettura alla valorizzazione del talento femminile, riservando particolare attenzione anche alle autrici del territorio.

Un'iniziativa che, attraverso la cultura, contribuisce a sensibilizzare sui temi della parità di genere e a favorire una comunità più consapevole e inclusiva. Sul legame tra indipendenza economica ed emancipazione femminile si è invece soffermato Dissette, intervenuto a nome del presidente e del Consiglio di amministrazione della Banca. Le disuguaglianze economiche, ha ricordato, continuano a ostacolare la piena libertà delle donne e possono assumere, nei casi più gravi, le forme della violenza economica. «L'autonomia finanziaria - ha commentato Dissette - è una condizione essenziale della libertà personale. Per questo investiamo nell'educazione finanziaria e sosteniamo iniziative culturali capaci di alimentare consapevolezza e contribuire al superamento degli stereotipi».

L’intervento di Giulia Ciarapica sulla scrittura femminile

“Che cosa significa oggi parlare di scrittura delle donne?” È stata questa la domanda con cui Giulia Ciarapica ha aperto il proprio intervento invitando a riflettere su una definizione che rischia di racchiudere in un'unica categoria autrici profondamente diverse per sensibilità, esperienze e linguaggi.

«Preferirei, piuttosto, parlare di scrittura a firma femminile», ha precisato la critica letteraria, ricordando come per secoli le donne siano state soprattutto personaggi delle storie scritte dagli uomini, prima di conquistare la possibilità di diventare autrici della propria narrazione. Nel suo intervento, la critica letteraria ha richiamato alcune grandi protagoniste della narrativa italiana, da Grazia Deledda a Elsa Morante, fino alle contemporanee Antonella Lattanzi e Donatella Di Pietrantonio. Autrici diverse per epoca, linguaggio e sensibilità, le cui opere dimostrano quanto sia difficile, e forse persino riduttivo, ricondurre la scrittura delle donne a un insieme prestabilito di temi. Famiglia, maternità, memoria, relazioni e vita domestica possono certamente diventare materia narrativa, ma non costituiscono confini esclusivi della creatività femminile.

Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”
Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”

Sono esperienze attraverso le quali la letteratura può affrontare questioni universali, capaci di parlare a ogni lettore. Un filo conduttore particolarmente interessante è emerso attorno al significato della “casa”, luogo che nella narrativa può rappresentare protezione e appartenenza, ma anche controllo, oppressione e perdita della libertà. Attraverso le opere di Shirley Jackson e Nedra Tyre, la relatrice ha raccontato come proprio gli ambienti domestici, apparentemente rassicuranti, possano nascondere paure e tensioni profonde. La casa diventa così anche una metafora dell'autonomia che ogni donna cerca di conquistare. Particolarmente interessante è stata infine la riflessione sulla libertà delle scrittrici di rappresentare personaggi femminili lontani dagli stereotipi: donne non necessariamente positive o esemplari, ma anche contraddittorie, egoiste, fragili e capaci di sbagliare.

Perché la libertà di scrivere comprende anche quella di non dover proporre modelli di comportamento, ma di raccontare la complessità dell'esperienza umana. È proprio in questa varietà di voci e prospettive che Ciarapica ha ricondotto la riflessione alla domanda iniziale. La conquista fondamentale non è stata quella di affermare un'unica voce femminile, ma il diritto di ogni donna ad avere una voce propria. Una riflessione attuale, proposta con un linguaggio coinvolgente e accessibile, che ha mantenuto viva l'attenzione dei presenti e suscitato particolare interesse tra i numerosi giovani intervenuti. Lunghi e calorosi applausi hanno accompagnato la conclusione della relazione, suggellando una serata di grande partecipazione e valore culturale.

Il prossimo incontro della rassegna

La quarta edizione della rassegna proseguirà venerdì 6 novembre, alle ore 18.00, nel Salone d'onore di Palazzo Casalini, in via Casalini 10 a Rovigo, con Laura Cestari, protagonista dell'incontro “Le radici”, dedicato al suo libro “Io come voi” (Apogeo Editore).

A dialogare con l'autrice sarà Flavia Micol Andreasi, in un appuntamento che porterà al centro della riflessione le storie, le esperienze e le memorie femminili legate al territorio.

Organizzazione e patrocinatori

“Quello che le donne scrivono” è organizzata da CRAMS APS con il sostegno di Bvr Banca Veneto Centrale e il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo, del Comune di Rovigo, della Consigliera di Parità della Provincia di Rovigo e della Commissione Pari Opportunità del Comune di Rovigo.

Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”
Rovigo, Palazzo Casalini gremito per l’apertura di “Quello che le donne scrivono”

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail