A Villa Manin “Ruota Libera”: due secoli di bicicletta in 62 modelli

Dal 19 maggio al 30 agosto 2026 l’esposizione di ERPAC FVG racconta mobilità, tecnica ed emancipazione attraverso la bicicletta

18 maggio 2026 21:46
A Villa Manin “Ruota Libera”: due secoli di bicicletta in 62 modelli -
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PASSARIANO DI CODROIPO (UD) – La storia della bicicletta, dalle prime intuizioni dell’Ottocento ai modelli contemporanei, arriva a Villa Manin con la mostra “Ruota Libera”, aperta dal 19 maggio al 30 agosto 2026. Il progetto è promosso dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia, ERPAC FVG, e propone un percorso dedicato a un mezzo che, nel corso di due secoli, ha inciso sulla mobilità quotidiana, sul lavoro, sullo sport, sull’innovazione tecnica e sui processi di emancipazione sociale.

Curata dal collezionista Mario Cionfoli di Vicenza, l’esposizione riunisce 62 biciclette storiche e contemporanee. I modelli provengono dal museo “Bicicleria” di Vicenza, dal Museo della Bicicletta di Salcedo (VI), dalla Collezione Renato Bulfon di Mortegliano (UD) e dalla collezione privata di Alessandro Gallici.

Dalla draisina alle biciclette dei campioni

Il percorso prende avvio dal 1815, anno in cui il barone Karl von Drais progettò la draisina, considerata il primo prototipo di bicicletta in legno. L’invenzione nacque in un contesto segnato da una grave crisi climatica che aveva ridotto drasticamente il numero dei cavalli, spingendo alla ricerca di nuove soluzioni per gli spostamenti.

Da oggetto costoso e legato allo status sociale, la bicicletta si trasformò progressivamente in un mezzo più accessibile e diffuso. Divenne strumento di lavoro, mezzo di trasporto quotidiano e protagonista delle prime competizioni ciclistiche. Le gare e i grandi eventi sportivi contribuirono poi a farne anche un’occasione di riscatto sociale.

Tra gli esemplari esposti figurano biciclette legate alla storia del ciclismo, come la Legnano di Gino Bartali del 1946, la Colnago di Tadej Pogačar e la bici di Marco Pantani. Accanto a questi modelli trovano spazio biciclette che documentano l’evoluzione tecnica e progettuale del mezzo.

Materiali, meccanica e innovazioni

L’allestimento è articolato in sezioni tematiche e affianca alle biciclette fotografie d’epoca, documenti originali e materiali d’archivio. Il racconto segue l’evoluzione dei materiali e delle soluzioni costruttive: dai telai in ferro e acciaio all’alluminio e alla fibra di carbonio, dai primi sistemi meccanici fino alle innovazioni più recenti, tra cui il cambio elettronico e i freni a disco.

Una parte della mostra è dedicata anche al trasferimento tecnologico. Il percorso evidenzia come alcune innovazioni sviluppate nel campo della bicicletta abbiano contribuito alla crescita di altri settori industriali, dall’industria motociclistica e automobilistica fino all’aeronautica. La parte conclusiva guarda invece al presente e al rinnovato interesse verso forme di mobilità più sostenibili.

“La bicicletta non è soltanto un mezzo di trasporto: è uno strumento di libertà, emancipazione e scoperta”, sottolinea il curatore Mario Cionfoli. “Con questa mostra vogliamo raccontare come un oggetto apparentemente semplice abbia contribuito a trasformare la società, influenzando la cultura, lo sport e lo sviluppo tecnologico”.

Emancipazione femminile e autonomia

“Ruota Libera” dedica spazio anche al rapporto tra bicicletta ed emancipazione femminile. La possibilità per le donne di salire in sella, inizialmente ostacolata da diffidenze e discriminazioni, rappresentò un passaggio significativo verso nuove forme di autonomia. La figura simbolo richiamata nel percorso è Alfonsina Strada, unica donna a partecipare al Giro d’Italia maschile nel 1924.

Lydia Alessio-Vernì, direttrice generale di ERPAC, ha dichiarato: “Villa Manin si conferma ancora una volta come uno spazio privilegiato di dialogo tra storia, cultura e innovazione. L’unicità della mostra ‘Ruota Libera’ risiede nella capacità di raccontare due secoli di trasformazioni sociali, tecnologiche e culturali attraverso un oggetto quotidiano e universale come la bicicletta”.

Con il suo intreccio di storia, tecnologia e cultura popolare, l’esposizione propone una lettura della bicicletta come uno degli oggetti più significativi della modernità. Il calendario della mostra prevede anche eventi collaterali rivolti al pubblico.

Orari, biglietti e informazioni

La mostra “Ruota Libera” è visitabile dal 19 maggio al 30 agosto 2026, da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. Ogni prima domenica del mese l’ingresso è a prezzo ridotto. È prevista un’apertura speciale lunedì 2 giugno.

Il biglietto intero costa 7 euro; il biglietto cumulativo per la mostra “Ruota Libera” e la mostra Klimt costa 10 euro. Il ridotto è di 4 euro, con cumulativo “Ruota Libera” e Klimt a 7 euro. Il ridotto gruppi è di 3 euro, con cumulativo a 5 euro.

Hanno diritto all’ingresso omaggio i bambini fino a 12 anni non compiuti, gli accompagnatori di gruppi nella misura di uno per gruppo, gli insegnanti in visita con alunni o studenti nella misura di due per gruppo, un accompagnatore per disabile, i tesserati ICOM e i giornalisti con regolare tessera in servizio.

Il biglietto ridotto è previsto per tesserati FAI, over 65, ragazzi da 12 a 18 anni non compiuti, studenti fino a 26 anni non compiuti, persone diversamente abili e titolari di FVG card. Il ridotto gruppi è riservato a gruppi da un minimo di 15 a un massimo di 25 persone, previa prenotazione. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero +39 0432 821211.

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