Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani

Installazione di Guido Mitidieri sotto il ponte di Sagrado con i ragazzi di Comfort Zone.

02 agosto 2026 10:24
Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani -
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SAGRADO - Sul greto dell’Isonzo, sotto il ponte di Sagrado e vicino al parcheggio del ponte, ha preso forma “Cose di Casa”, installazione di land art firmata dall’artista concettuale e architetto Guido Mitidieri e costruita insieme ai giovani del territorio. L’opera, nata nell’ambito del progetto Peripheral Memories dell’associazione culturale IoDeposito, resta visitabile nell’area golenale mentre il racconto del lavoro prosegue anche a Trieste, nella mostra allestita a Foresta in Città fino al 31 agosto 2026.

Il dato più concreto per chi vuole raggiungerla è il luogo: la struttura si trova sulla sponda del fiume Isonzo, sotto il ponte di Sagrado, di fronte alla diga, con riferimento al parcheggio del ponte.

Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani

Com’è fatta l’opera sul greto dell’Isonzo

“Cose di Casa” è una grande struttura circolare pensata per fondersi con il paesaggio fluviale. L’installazione ha un diametro massimo di circa 11 metri ed è costruita con cerchi concentrici che richiamano l’archetipo della casa come nido, riparo e luogo di ascolto.

Per realizzarla sono stati utilizzati 550 “buccioni”, o scorzoni, cioè le parti più esterne e grezze della corteccia recuperate dalla prima lavorazione del tronco d’abete. Gli elementi sono stati collocati a mano uno per uno e convergono verso un nucleo centrale segnato dall’effetto della carbonizzazione a fuoco.

Il progetto lavora sul riuso di materiale di scarto proveniente da aziende locali: la materia residua della produzione industriale viene trasformata in un’architettura simbolica che dialoga con il fiume e con la memoria dei luoghi.

Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani

Il laboratorio con i ragazzi di Sagrado e Villesse

L’opera è nata durante un cantiere-laboratorio all’aperto organizzato nel mese di luglio. Accanto a Guido Mitidieri hanno lavorato i ragazzi e le ragazze dei laboratori Comfort Zone di Sagrado e Villesse, coinvolti direttamente nelle attività manuali e creative.

Il cantiere si è trasformato così in uno spazio relazionale, fatto di gioco, lavoro e costruzione condivisa, in cui i partecipanti hanno contribuito a modellare una forma essenziale inserita nel paesaggio dell’Isonzo.

Nei giorni successivi una serie di visite guidate ha portato sul posto numerosi visitatori, che hanno potuto camminare attorno all’installazione e leggerne il significato legato alla precarietà del tempo e al rapporto tra natura, materia e comunità.

Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani

Mitidieri spiega che la collocazione dell’opera nell’area golenale non è casuale e richiama un tema centrale della sua ricerca: rendere nuovamente interrogabili la temporalità e la precarietà, proprio in un luogo dove il paesaggio e il tempo agiscono in modo evidente.

Le realtà coinvolte e il recupero dell’area

L’iniziativa è stata promossa e curata da IoDeposito all’interno di Peripheral Memories, con il supporto del Cluster Legno Arredo Casa FVG. La materia prima è stata fornita da Domini Legnami Srl di San Pier d’Isonzo, mentre i giovani della rete di laboratori didattici Comfort Zone sono stati coinvolti nel cantiere creativo.

Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani

Il sindaco di Sagrado Marco Vittori ha collegato il progetto anche alla riqualificazione di un’area solitamente poco valorizzata del territorio. Nella realizzazione sono stati coinvolti inoltre il Comune di Villesse, altri Comuni limitrofi sede di laboratori e centri giovani e il Demanio, che ha concesso i permessi necessari.

La mostra a Trieste con video, foto da drone e intervista

L’installazione sul fiume è pensata come gesto temporaneo affidato al tempo e alla natura, ma la documentazione del progetto continua negli spazi di Foresta in Città, in via Giusto Muratti 1 a Trieste. Qui è in corso la mostra dedicata a Peripheral Memories, dove il pubblico può vedere il video documentario, gli scatti e le riprese da drone che restituiscono dall’alto la geometria dell’opera, oltre alla video-intervista all’artista.

La mostra è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, con ingresso gratuito.

Sagrado, sul greto dell’Isonzo nasce “Cose di Casa”: land art collettiva con i giovani

Per chi vuole vedere l’opera dal vivo a Sagrado, il punto di riferimento resta il parcheggio del ponte, sulla sponda dell’Isonzo sotto il ponte e di fronte alla diga; per chi invece vuole approfondirne il percorso e la costruzione, a Trieste il materiale video e fotografico resta visitabile fino al 31 agosto 2026 negli spazi di Foresta in Città.

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