Salute mentale, Trieste e Gorizia modelli nazionali secondo Report

Report indica Trieste e Gorizia come modello virtuoso di salute mentale territoriale, basato su comunità, autonomia e integrazione dei servizi.

12 gennaio 2026 17:43
Salute mentale, Trieste e Gorizia modelli nazionali secondo Report -
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TRIESTE/GORIZIA - In Italia una persona su sei soffre di un disturbo legato alla salute mentale. Le liste di attesa nel servizio pubblico si allungano, la carenza di operatori pesa sulla qualità dell’assistenza e – come ha denunciato il servizio andato in onda ieri su Report – il sistema fatica ancora a rispondere in modo strutturale ai bisogni delle persone.

All’interno di questo quadro critico, la trasmissione di Rai 3 ha però indicato Trieste e Gorizia come un esempio virtuoso, un modello di presa in carico territoriale che funziona e che dovrebbe essere replicato e rafforzato a livello nazionale. In chiusura del servizio “Avrò cura di te”, Report ha raccontato alcune esperienze concrete di salute mentale di comunità, tra cui due residenze gestite dal Consorzio Il Mosaico: la Villetta e la Casetta, visitate direttamente dalla troupe.

Si tratta di contesti abitativi aperti, inseriti nel tessuto sociale, nei quali le persone non vengono contenute ma accompagnate verso autonomia, responsabilità e reinserimento. Come ha spiegato davanti alle telecamere Donatella Lah, operatrice del Consorzio e referente di area per l'Alto isontino:

“Agli utenti viene consegnata la chiave di casa: sono liberi di entrare e uscire quando vogliono. Questo significa superare una logica di controllo per favorire una reale crescita personale e un autentico percorso di autonomia.”

Le strutture sono gestite dal Consorzio all’interno della convenzione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), a dimostrazione di come la collaborazione tra pubblico e cooperazione sociale possa produrre risposte efficaci, radicate nel territorio e orientate alla qualità della vita delle persone. Un modello in cui la competenza sanitaria si integra con il sapere educativo, sociale e comunitario della cooperazione.

Fondato nel 1994, Il Mosaico riunisce sei cooperative sociali attive nelle province di Gorizia e Udine nei settori della salute mentale, dell’assistenza, dell’educazione e dell’inserimento lavorativo. Da oltre vent’anni il Consorzio lavora per costruire progetti personalizzati, valorizzando le risorse delle persone e delle comunità, promuovendo diritti, inclusione e cittadinanza attiva.

Il servizio di Report rilancia così un messaggio chiaro: investire sulla relazione, sulla prossimità e sull’integrazione dei servizi produce esiti migliori.

Sul tema interviene il presidente del Consorzio, Luca Fontana:

“È necessario continuare a difendere e aggiornare la Legge 180, ma soprattutto applicarla pienamente e non in modo parziale. I gravi accadimenti che hanno segnato il dibattito pubblico negli ultimi mesi dipendono principalmente da due fattori: la carenza di personale, che costringe a interventi sempre più rapidi e frammentati, e una lettura talvolta ideologica che fatica a riconoscere l’importanza della valutazione diagnostica nei casi più complessi. Ricoveri e terapie farmacologiche non sono sinonimo di cattiva psichiatria se inseriti in percorsi riabilitativi personalizzati: le due dimensioni devono convivere. La cura clinica e la riabilitazione sociale non si escludono: devono lavorare insieme.”

Fontana sottolinea inoltre il valore dell’integrazione tra soggetti diversi:

“I dati ci dicono che dove il paziente è al centro, dove si cura la relazione, gli esiti sono migliori. La collaborazione tra pubblico e privato sociale è una leva decisiva: la cooperazione ha nel proprio DNA il prendersi cura delle persone e delle comunità, generando opportunità, inclusione, continuità dei percorsi e maggiore qualità dei servizi.”

L’esperienza di Trieste e Gorizia, riconosciuta anche da una trasmissione di inchiesta come Report, dimostra che un altro modo di fare salute mentale è possibile: non basato sulla chiusura e sul contenimento, ma su fiducia, responsabilità, competenze integrate e comunità. Un patrimonio da consolidare e da estendere.

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