San Biagio di Callalta, giornata ecologica: tra i rifiuti recuperato anche un divano

Decine di persone hanno raccolto plastica, lattine e secco lungo il tratto vicino all’autostrada. L’assessore: «Servono responsabilità e cultura del rispetto»

20 aprile 2026 20:43
San Biagio di Callalta, giornata ecologica: tra i rifiuti recuperato anche un divano -
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SAN BIAGIO DI CALLALTA – Un divano abbandonato nell’erba, vicino a sacchi e rifiuti sparsi, è diventato l’immagine più eloquente della Giornata Ecologica che si è svolta ieri nella frazione di Olmi. La pulizia si è concentrata nell’area di via Risorgive, ai piedi del cavalcavia in direzione Lanzago, lungo la zona interessata dal passaggio autostradale, un punto che da tempo finisce nel mirino degli abbandoni indiscriminati.

La pulizia nell’area di via Risorgive

Decine di volontari si sono distribuiti lungo l’area raccogliendo una grande quantità di rifiuti: soprattutto plastica, lattine e materiale secco, oltre a ingombranti come il divano ritrovato e rimosso. Un’azione capillare che, in poche ore, ha restituito maggiore decoro a un tratto verde spesso trasformato in discarica improvvisata.

Comune e associazioni per la Giornata della Terra

L’iniziativa, promossa dal Comune in occasione della Giornata mondiale della Terra, è stata organizzata con il supporto di Fipsas e Contarina. Tra i partecipanti anche l’Associazione Alpini di San Biagio, presente con i propri volontari nelle attività dedicate alla comunità.

Campagnol: «Immagine che deve far riflettere»

«Il ritrovamento del divano è un’immagine che colpisce e che deve far riflettere, perché racconta meglio di qualsiasi parola quanto sia urgente continuare a lavorare sul fronte della responsabilità individuale», ha dichiarato l’assessore comunale all’Ambiente Fabrizio Campagnol. «Allo stesso tempo, però, la risposta dei volontari dimostra che esiste una comunità attenta e pronta a mettersi in gioco per il bene comune. A tutti loro va il nostro ringraziamento più sincero, così come alle realtà che hanno collaborato all’organizzazione di questa giornata. Questi momenti non sono solo operativi, ma anche educativi: servono a costruire una cultura del rispetto che deve diventare sempre più diffusa».

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