Uffici di rappresentanza solo sulla carta: scoperti 2,5 milioni di redditi non dichiarati

A San Giorgio di Nogaro scoperti 2,5 milioni di redditi non dichiarati da due società estere. Già versati oltre 700mila euro.

02 ottobre 2026 08:06
Uffici di rappresentanza solo sulla carta: scoperti 2,5 milioni di redditi non dichiarati -
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SAN GIORGIO DI NOGARO (UD) – Erano presentati come semplici uffici di rappresentanza, ma secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza venivano utilizzati per sviluppare le vendite sul mercato italiano. È da questa differenza tra l’attività dichiarata e quella effettivamente svolta che è emersa un’evasione fiscale internazionale nel settore del commercio di carta decorativa, con oltre 2,5 milioni di euro di redditi non dichiarati in Italia.

L’attività del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Udine ha riguardato due società, una spagnola e una austriaca, appartenenti alla stessa multinazionale estera. Le verifiche hanno portato a contestazioni che, considerando anche le sanzioni amministrative, superano gli 800.000 euro.

Le imprese hanno successivamente collaborato con l’Amministrazione finanziaria, versando oltre 700.000 euro in un’unica soluzione e impegnandosi a corrispondere ulteriori 120.000 euro.

L’ufficio individuato a San Giorgio di Nogaro

Gli accertamenti hanno consentito ai finanzieri di individuare un ufficio a San Giorgio di Nogaro riconducibile alle due società estere.

Gli spazi risultavano dichiarati come uffici destinati alla rappresentanza delle imprese. L’attività ricostruita dai militari ha però evidenziato un utilizzo diverso: i due direttori commerciali se ne servivano per introdurre e commercializzare i prodotti esteri nel mercato italiano.

Il punto centrale della verifica è stato quindi il ruolo effettivo dell’ufficio nelle operazioni delle società, al di là della qualificazione formale attribuita alla presenza in Italia.

Le verifiche della Compagnia di Cividale del Friuli

L’operazione è nata dal monitoraggio dei rapporti commerciali tra le imprese della provincia di Udine e l’estero, condotto dai militari della Compagnia di Cividale del Friuli.

I finanzieri hanno esaminato le operazioni internazionali anche attraverso un’analisi incrociata delle informazioni presenti nelle banche dati del Corpo. Un metodo di controllo utilizzato anche in altre indagini sulle operazioni economiche sospette in Friuli Venezia Giulia.

Gli approfondimenti hanno permesso di ricostruire il collegamento tra l’ufficio situato nella Bassa friulana, le due imprese estere e l’attività svolta dai rispettivi direttori commerciali.

Due stabili organizzazioni e oltre 2,5 milioni di redditi non dichiarati

Sulla base degli elementi raccolti, le Fiamme Gialle hanno constatato l’esistenza di due “stabili organizzazioni” delle società estere sul territorio italiano.

Secondo quanto emerso dalle verifiche, le imprese non avevano dichiarato in Italia i redditi derivanti dalle operazioni commerciali effettuate nel Paese, per un ammontare complessivo di oltre 2,5 milioni di euro, omettendo il versamento delle relative imposte.

L’importo dell’evasione accertata, comprensivo delle sanzioni amministrative, supera gli 800.000 euro. Il valore dei redditi non dichiarati va dunque distinto da quello delle imposte e delle sanzioni contestate.

Oltre 700mila euro già versati allo Stato

La collaborazione tra il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Udine e la Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate ha consentito di avviare un contraddittorio con le società sottoposte a verifica.

Le imprese hanno scelto di collaborare con l’Amministrazione finanziaria, effettuando un versamento immediato di oltre 700.000 euro nelle casse dello Stato.

Si tratta di somme già corrisposte, nell’ambito dell’attività di recupero delle risorse sottratte al fisco nel territorio udinese.

Altri 120mila euro da pagare per l’annualità 2025

Accanto al pagamento già effettuato, le società si sono impegnate a versare ulteriori 120.000 euro alla scadenza dei termini previsti per la presentazione delle dichiarazioni fiscali relative all’annualità 2025.

Il risultato dell’operazione comprende quindi due componenti distinte: oltre 700.000 euro già incassati dall’Erario e un ulteriore pagamento assunto come impegno dalle imprese.

La tutela dei mercati e della concorrenza tra imprese

L’intervento rientra nell’attività della Guardia di Finanza a tutela della legalità economico-finanziaria, del corretto funzionamento dei mercati e della concorrenza leale.

Il contrasto all’evasione fiscale nella Bassa friulana e le verifiche sulle irregolarità fiscali nel tessuto produttivo udinese contribuiscono a proteggere le imprese che rispettano gli obblighi tributari.

Nel caso delle due società estere, gli accertamenti hanno consentito di far emergere redditi non dichiarati e di recuperare risorse destinate alla collettività.

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