San Leonardo, incontro pubblico su fissione, fusione calda e fredda il 30 ottobre

Serata informativa alle 20 a Merso di Sopra con Luca Scantamburlo; ingresso libero fino a esaurimento posti.

20 ottobre 2026 10:16
San Leonardo, incontro pubblico su fissione, fusione calda e fredda il 30 ottobre -
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EVENTO PATROCINATO DALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE con il supporto del Gruppo Alpini di San Leonardo, sezione ANA Cividale del Friuli

Venerdì 30 ottobre 2026 ore 20.00 Circolo polifunzionale Comune di San Leonardo Merso di Sopra. "Energia: dalle Fonti Rinnovabili al ritorno delle centrali nucleari. Fissione, Fusione calda e Fusione fredda. " Incontro culturale e informativo con la cittadinanza Relatore: dr. Luca SCANTAMBURLO Ingresso libero fino a esaurimento posti

Il quadro energetico e i temi dell'incontro

Quali saranno i fabbisogni energetici da qui all'anno 2050 nella delicata fase di transizione energetica e decarbonizzazione decisa a livello UE? Che cosa cambierà in Italia a breve con la recente Legge quadro L. 29 settembre 2026, n. 169 "Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile" ed entrata in vigore il 15 ottobre 2026? Il Governo è stato incaricato dal Parlamento di scrivere entro dodici mesi i decreti legislativi che consentiranno nei prossimi anni l'autorizzazione, la normativa di controllo e i criteri di costruzione di impianti nucleari a fissione di nuova concezione e tecnologia (modulari). È un ritorno all'energia nucleare italiana dopo decenni di stop a seguito di due referendum abrogativi (anni 1987 e 2013).

La legge appena varata disciplina inoltre la ricerca e i futuri investimenti nell'ambito della fusione nucleare, obiettivo più a lungo termine e su cui sono all'opera più Paesi del mondo in cooperazione internazionale. Un appuntamento, quello di San Leonardo, per avere una panoramica dei rischi connessi al funzionamento e smaltimento delle scorie nucleari da fissione, riflettere sui due grandi incidenti e disastri nucleari avvenuti nella storia della civiltà (Chernobyl nell'aprile 1986 e Fukushima in Giappone nel marzo 2011), comprendere le potenzialità e i vantaggi delle future centrali nucleari a fusione (l'energia delle stelle), oggi sperimentate in Francia con il reattore ITER ("International Thermonuclear Experimental Reactor") in fase di costruzione e con il reattore "EAST" (Experimental Advanced Superconducting Tokamak) già attivo e capace di funzionare a Hefei in Cina e gestito dall'Accademia cinese delle Scienze (di più complessa e difficile sfida tecnologica ma capaci di gettare le basi per futuri sviluppi commerciali e industriali in grado di dare una svolta cruciale nel soddisfare i crescenti fabbisogni energetici in modo più sostenibile e pulito delle centrali a fissione, integrando la produzione di energia da fonti rinnovabili).

La serata sarà anche un'occasione per ricordare un'opportunità abortita: la strada della fusione fredda già al centro di test e sperimentazione da parte dell'ENEA negli anni 1999-2002. Il professore Carlo Rubbia nel 1999, in qualità di Presidente dell'ENEA, commissionò ad un gruppo di fisici fra i quali Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, di appurare la fattibilità della reazione di fusione fredda già esplorata precedentemente sin dagli anni Ottanta del secolo scorso. Il team ispirato e coordinato allora dai professori Emilio del Giudice e Giuliano Preparata, lavorarono un paio di anni finché scrissero i loro risultati sperimentali nel celeberrimo "Rapporto 41" (anno 2002, Rapporto RT/2002/41/FUS 41), rapporto tecnico che mise nero su bianco la conferma di una correlazione tra la produzione di He-4 e l’eccesso di calore misurato ("produzione di eccesso di entalpia e di He-4 durante l’elettrolisi di acqua pesante su catodo di Palladio").

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