San Leonardo ricorda Luigi Faidutti, il friulano che contribuì alla Lituania autonoma

Nelle Valli del Natisone incontro sul sacerdote, economista e diplomatico sepolto nella cattedrale di Kaunas.

05 settembre 2026 15:00
San Leonardo ricorda Luigi Faidutti, il friulano che contribuì alla Lituania autonoma -
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SAN LEONARDO - La figura di monsignor Luigi Faidutti, sacerdote friulano nato a Scrutto nel 1861 e sepolto nella cattedrale di Kaunas, è stata al centro di un incontro promosso a San Leonardo per ricostruirne il ruolo nella storia del movimento cattolico nel Friuli austriaco e nella nascita della provincia ecclesiastica autonoma della Lituania.

L'appuntamento, dal titolo “Un friulano tra Gorizia, Vienna e Vilnius”, è stato organizzato dal Comune di San Leonardo con l’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placereani”. Tra i presenti anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e l’ambasciatrice lituana presso la Santa Sede Sigita Maslauskeité-Mazylienè.

San Leonardo ricorda Luigi Faidutti, il friulano che contribuì alla Lituania autonoma

Riccardi ha richiamato l’attualità dell’opera di Faidutti, soffermandosi soprattutto sui temi della sussidiarietà, dell’autonomismo e della cooperazione. Secondo l’assessore, il lavoro svolto dal sacerdote friulano per ridurre le distanze sociali e rafforzare strumenti economici mutualistici offre ancora oggi spunti concreti, in un contesto che vede prevalere una cultura finanziaria rispetto all’economia sociale.

Il ruolo tra Friuli austriaco e Lituania

Faidutti fu ecclesiastico, economista, diplomatico e protagonista politico. Nel 1899 promosse la Federazione delle Casse rurali e dei sodalizi cooperativi per la parte italiana della provincia di Gorizia, costruendo una rete di istituti di credito cooperativo e di formazione finanziaria per i gestori.

A San Leonardo è stato ricordato anche il suo percorso internazionale. Incaricato dalla Santa Sede, arrivò a Kaunas nel 1924 come uditore della Delegazione apostolica in Lituania. Secondo quanto illustrato durante il convegno, la sua attività diplomatica contribuì alla riorganizzazione ecclesiastica del Paese baltico e alla nascita della provincia ecclesiastica autonoma della Lituania. Il passaggio più rilevante fu la stipula del concordato con la Lituania, di cui nel 2027 ricorrerà il centenario.

L’ambasciatrice Sigita Maslauskeité-Mazylienè ha ricostruito il profilo del prelato in terra lituana, ricordando che giunse a Kaunas come segretario del visitatore apostolico Jurgis Matulaitis e si distinse per cultura e sensibilità pastorale, anche in una fase segnata da forti tensioni nazionaliste. La sua salma riposa oggi nella cattedrale di Kaunas, la capitale storica della Lituania, tra i grandi del Paese.

La formazione a Gorizia e l'impegno politico

A delineare il radicamento di Faidutti nel territorio goriziano è stato Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, che in passato ha curato il riordino del suo archivio personale, di proprietà di Gian Francesco Cromaz.

Portelli ha ripercorso la formazione nel seminario centrale di Gorizia negli anni Ottanta dell’Ottocento, in un ambiente pluri-etnico che rifletteva la complessità politica dell’area e la crescita delle rivendicazioni identitarie del mondo slavo, guidate in larga parte dal clero locale. Grazie agli ottimi risultati negli studi, Faidutti ottenne una borsa di studio statale a Vienna per conseguire il dottorato in teologia, avviando così una carriera di primo piano.

La sua attività non si limitò all’ambito ecclesiastico. Entrò nei consigli comunali, nella dieta provinciale e poi nel parlamento di Vienna, dove collaborò con i deputati popolari trentini, tra cui Alcide De Gasperi, su temi come sviluppo economico, istruzione e salute pubblica, compresa la lotta alla pellagra.

Nel 1913 fu nominato Capitano Provinciale e riuscì a far approvare la legge sui patti colonici a tutela dei contadini. Durante la prima guerra mondiale amministrò una provincia duramente colpita dal conflitto e sostenne i profughi goriziani internati in Austria, sia sul piano materiale sia su quello morale.

L'esilio e il ricordo a San Leonardo

Il dopoguerra segnò una svolta decisiva. La sua fedeltà a un progetto di autonomia regionale nel quadro asburgico lo mise in contrasto con le nuove autorità italiane, che gli impedirono di rientrare a Gorizia, aprendo la strada al successivo esilio diplomatico in Lituania.

Nel corso dell'incontro, lo storico Gianfranco Ellero ha sintetizzato la sua figura definendolo un “friulano aquileiese, costruttore di ponti, poliglotta”, capace di unire predicazione evangelica e costruzione di strumenti sociali avanzati.

San Leonardo ricorda Luigi Faidutti, il friulano che contribuì alla Lituania autonoma

La celebrazione si è aperta con la benedizione e la preghiera davanti alla lapide commemorativa nella chiesa parrocchiale di San Leonardo ed è poi proseguita nel centro civico. Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” Geremia Gomboso, il sindaco di San Leonardo Antonio Comugnaro e la console onoraria d’Austria a Trieste Sabrina Stolego.

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