Forza Italia: posti letto nelle Rsa in crescita del 16%
I consiglieri citano dati di marzo 2026: assistenza domiciliare agli over 65 dal 5,3% al 10,8%.
Trieste, 26 ottobre - "Aumentati del 16% i posti letto nelle Rsa rispetto al 2019. Assistenza domiciliare agli over 65 salita dal 5,3% al 10,8%. Programmati 328 posti letto negli ospedali di comunità, 89 in più rispetto allo standard nazionale". Il Gruppo regionale di Forza Italia composto dai consiglieri Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco parte da questi numeri "ufficiali di marzo 2026 per avviare un'operazione verità per controbattere alle frequenti amnesie sanitarie dell'Opposizione e di tutti i soggetti politici che hanno l'abitudine di scaricare i problemi su altri anziché provare a risolverli".
Il confronto sulla riforma sanitaria del 2014
In una nota, Cabibbo, Novelli e Lobianco ricordano che "nel 2014, con la legge regionale 17, la Giunta Serracchiani ha avviato una riforma che prevedeva la revisione della rete ospedaliera, la razionalizzazione dei posti letto e il trasferimento di parte dell'assistenza sul territorio. L'assessore competente aveva prospettato lo spostamento di 100 milioni di euro dagli ospedali all'assistenza territoriale". Perciò si chiedono se "gli attuali consiglieri regionali recitano una parte o non conoscono la storia recente di questa regione e della loro parte politica".
Posti letto e cure territoriali
"Il tema non è soltanto il numero dei posti letto. Un letto ospedaliero non è, di per sé, garanzia di una sanità migliore. La priorità - spiegano i tre azzurri - è garantire a ogni cittadino la cura appropriata, nel luogo e nel momento giusti. Gli ospedali devono concentrarsi sulle patologie acute, sugli interventi complessi e sulle emergenze. Per anziani fragili e malati cronici possono essere più adeguate strutture intermedie o cure domiciliari, purché i servizi siano realmente accessibili".
Case e ospedali di comunità
Secondo i consiglieri di Forza Italia "la rete territoriale può contare oggi sulla programmazione di case della comunità, ospedali di comunità e assistenza domiciliare. Ma restano sfide da affrontare: accelerare le aperture, garantire personale sufficiente e verificare che i servizi funzionino davvero. L'obiettivo è, anche, evitare ricoveri impropri e dimissioni difficili, senza lasciare soli pazienti e famiglie".
La replica al Partito democratico
"La nostra conclusione punta a stanare il Partito democratico. Quando c'era la Serracchiani, la razionalizzazione era necessaria ed era un atto di responsabilità. Adesso, una riforma molto più solida finanziariamente e che conta su numeri in crescita rispetto ai servizi territoriali, viene descritta come un attacco alla sanità pubblica. A questo si sommano le narrazioni catastrofiste su privatizzazioni e chiusure, regolarmente infondate. Esiste un confine tra fare opposizione e fare facile demagogia. E, in ogni caso, bisognerebbe almeno conoscere la propria storia - concludono gli esponenti di Centrodestra - prima di dare lezioni ad altri".