Fvg, nell’assestamento 20 milioni per abitare inclusivo e 689 posti convenzionati in più
A Palmanova il confronto con i sindacati dei pensionati: risorse per domiciliarità, Fap, screening e ospedale di Cattinara
PALMANOVA - Più risorse per l’assistenza agli anziani, nuovi fondi per l’abitare inclusivo e 120 milioni di euro destinati alla sanità regionale nell’assestamento estivo 2026 del Friuli Venezia Giulia. È questo il pacchetto di misure illustrato dall’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali Riccardo Riccardi ai vertici regionali dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, nel corso di un incontro nella sede della Protezione civile.
Per i pensionati, uno dei capitoli più rilevanti riguarda lo scorrimento del bando per l’abitare inclusivo. La Regione prevede un nuovo stanziamento tra 3 e 4 milioni di euro, che si aggiunge ai 10 milioni iniziali e agli oltre 7 milioni già previsti sulle coperture future. In questo modo la dotazione complessiva arriverà a 20 milioni di euro, con l’obiettivo di far avanzare le graduatorie. Alla misura si affiancano anche risorse per le sperimentazioni sulla domiciliarità innovativa e comunitaria.
Le risorse per sanità e assistenza agli anziani
Nel confronto con le organizzazioni sindacali, Riccardi ha spiegato che la manovra punta soprattutto sugli investimenti. I 120 milioni annunciati saranno destinati in via prioritaria all’innovazione tecnologica, alla diagnostica, alla sperimentazione della telemedicina nelle strutture residenziali e al rafforzamento delle strutture territoriali. Tra gli obiettivi indicati dall’assessore c’è anche lo sblocco definitivo del cantiere dell’ospedale di Cattinara.
Sul fronte sociale e sanitario sono stati richiamati anche gli stanziamenti per affidare all’Università studi approfonditi sui fenomeni di povertà, con un’attenzione particolare alla povertà alimentare, così da orientare i futuri interventi di sostegno. Nell’area della prevenzione rientrano inoltre screening dedicati a fibromialgia, tumore polmonare e diabete.
Fap, centri diurni e posti convenzionati
Tra i temi anticipati nel corso dell’incontro c’è anche il percorso, ormai avviato, per correggere gli squilibri del Fondo per l’autonomia possibile, il Fap. Secondo quanto riferito dall’assessore, il riassetto nasce da un’intesa con le parti sociali e punta a superare un’impostazione che in passato penalizzava alcune aree territoriali e alcune misure rivolte alla popolazione anziana.
Un altro capitolo riguarda la rimodulazione del fabbisogno per centri diurni e strutture residenziali. Per i centri diurni l’obiettivo indicato è il raddoppio dei posti, da raggiungere gradualmente in base alle coperture finanziarie disponibili.
Parallelamente la Regione aumenta il fabbisogno di convenzionamento delle strutture per non autosufficienti, portandolo dagli attuali 8.001 a 8.690 posti complessivi. Si tratta di 689 posti in più, in una scelta definita strutturale e pensata per dare risposte alle liste d’attesa e alle esigenze delle famiglie.
Come cambia la distribuzione dei posti sul territorio
Il riequilibrio del Fap e l’incremento dei posti letto rientrano in una strategia più ampia di equità territoriale. La Regione ha infatti abbandonato i vecchi parametri di riparto per adottare un criterio uniforme basato sulla media di 4,1 posti ogni 100 ultrasettantenni per il fabbisogno di residenzialità.
Questo metodo ha permesso di individuare gli ambiti territoriali oggi sottodimensionati, dove sarà possibile procedere con ampliamenti oppure, nei casi in cui manchino più di 120 posti, con nuove realizzazioni. L’aumento dei posti convenzionati fino a quota 8.690 consentirà inoltre di assorbire l’offerta di strutture già esistenti e accreditate che finora non potevano essere contrattualizzate per assenza di fabbisogno programmato.
Al tavolo erano presenti Renata Della Ricca, segretaria regionale Cisl Fvg, Luciano Bordin per Fnp-Cisl, Michele Cipriani per Uilp e Daniela Bais con Renato Bressan per Spi-Cgil. Riccardi ha parlato di disponibilità ampia al confronto, in particolare sulle misure di prevenzione e sui correttivi destinati all’area anziani. Tra i soggetti coinvolti nel confronto c’è anche lo Spi-Cgil, sigla che in Veneto in queste settimane ha promosso i campi antimafia Libera.