Sanità in Fvg, bocciata la proposta M5S per visite ed esami anche nel weekend
Capozzi chiede di ridurre le liste d'attesa e valorizzare il personale del Ssr nelle strutture pubbliche.
Trieste, 20 ottobre - Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), in una nota, torna sul tema delle liste d'attesa nella sanità regionale e sostiene che non sia sufficiente destinare fondi al sistema sanitario se i cittadini continuano a non trovare risposte tempestive ai rispettivi bisogni di salute. Per la consigliera regionale la priorità è smaltire le attese, valorizzare le professionalità sanitarie all'interno delle strutture pubbliche, migliorare l'accessibilità delle prestazioni e garantire cure tempestive, così da assicurare ai cittadini un maggior numero di prestazioni e tempi di attesa più brevi nel Servizio sanitario regionale (Ssr).
"Non è sufficiente destinare fondi al sistema sanitario, se poi i cittadini continuano a non trovare risposte tempestive ai rispettivi bisogni di salute. La priorità deve essere chiara: smaltire le liste d'attesa, valorizzare le professionalità sanitarie all'interno delle strutture pubbliche, migliorare l'accessibilità delle prestazioni e garantire alla popolazione il diritto a cure tempestive". Così in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), aggiungendo che "su questi obiettivi è assolutamente necessario concentrare ogni sforzo. L'obiettivo deve essere quello di garantire ai cittadini un maggior numero di prestazioni e tempi di attesa più brevi, rafforzando la capacità di risposta del Servizio sanitario regionale (Ssr)".
Liste d'attesa e criticità del Ssr
"Le liste d'attesa - prosegue Capozzi - continuano infatti a rappresentare una delle principali criticità del nostro Ssr, lo si percepisce leggendo anche quest'oggi i servizi pubblicati sui principali organi di stampa. Nonostante le ingenti risorse destinate nel tempo al loro contenimento, questo è ormai un dato di fatto e molti (troppi) cittadini continuano a incontrare difficoltà nell'accedere tempestivamente a visite specialistiche ed esami diagnostici, con il rischio di dover attendere troppo a lungo per prestazioni spesso necessarie".
Secondo l'esponente pentastellata, per contribuire ad affrontare questo problema è stato presentato un emendamento al disegno di legge 95 Assestamento bis, volto a favorire la riduzione dei tempi di attesa e a garantire un accesso più tempestivo alle prestazioni sanitarie. La proposta, però, è stata bocciata e puntava a consentire anche in Friuli Venezia Giulia l'erogazione di visite specialistiche ed esami diagnostici nelle giornate del sabato e della domenica, oltre all'ampliamento delle fasce orarie di attività.
"Per contribuire ad affrontare questo problema - precisa l'esponente pentastellata - abbiamo quindi presentato un emendamento al disegno di legge 95 Assestamento bis, volto a favorire la riduzione dei tempi di attesa e a garantire un accesso più tempestivo alle prestazioni sanitarie. La proposta, tuttavia, è stata bocciata nonostante il nostro obiettivo fosse quello di consentire anche nella nostra regione l'erogazione di preziose visite specialistiche e importanti esami diagnostici nelle giornate del sabato e della domenica, nonché l'ampliamento delle fasce orarie di attività".
"L'emendamento - sottolinea con rammarico Capozzi - recepiva, nella sostanza, una possibilità già prevista dalla normativa nazionale, proponendo di renderla effettivamente operativa anche in Friuli Venezia Giulia. Non si trattava, quindi, di introdurre un principio nuovo ma, al contrario, di utilizzare gli strumenti già disponibili per aumentare l'offerta di prestazioni e rispondere in modo più efficace alle esigenze della popolazione".
Il riferimento alla convenzione Asufc-Udinese Calcio
Capozzi richiama anche il tema dell'impiego dei professionisti del Ssr al di fuori delle strutture pubbliche regionali, citando il caso della convenzione tra Asufc e Udinese Calcio. Per la consigliera è invece prioritario valorizzare queste stesse professionalità all'interno delle strutture pubbliche, mettendole nelle condizioni di contribuire concretamente all'abbattimento delle liste d'attesa.
"Prima di stipulare convenzioni - afferma la consigliera del M5S - che consentano di impiegare professionisti del nostro Ssr al di fuori delle strutture pubbliche regionali, come nel caso della convenzione tra Asufc e Udinese Calcio, riteniamo invece maggiormente prioritario valorizzare queste stesse professionalità all'interno delle strutture pubbliche, mettendole nelle condizioni di contribuire concretamente all'abbattimento delle liste d'attesa".
"Se disponiamo di competenze che possono essere impiegate anche al di fuori del normale orario di servizio - conclude Capozzi - la priorità dovrebbe essere quella di favorirne la disponibilità per ampliare l'offerta sanitaria pubblica".