Sanità Fvg, interrogazione sui medici con titoli esteri: chiesti numeri, sedi e controlli

La consigliera regionale del Pd chiede alla Giunta quanti sono, dove lavorano e con quali controlli sono stati autorizzati.

10 settembre 2026 19:10
Sanità Fvg, interrogazione sui medici con titoli esteri: chiesti numeri, sedi e controlli -
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TRIESTE - Quanti professionisti sanitari con qualifiche conseguite all’estero lavorano oggi in Friuli Venezia Giulia attraverso procedure di esercizio temporaneo in deroga, in quali strutture sono impiegati e con quali verifiche sono stati autorizzati. È questo il punto dell’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), che chiede alla Giunta regionale un quadro aggiornato sul reclutamento di personale sanitario proveniente dall’estero.

Al centro della richiesta ci sono soprattutto i controlli sulle autorizzazioni e la distribuzione di questi professionisti tra strutture pubbliche, private accreditate e sociosanitarie convenzionate. Secondo Celotti, la carenza di personale non può diventare un motivo per abbassare le garanzie sulla qualità dell’assistenza.

Cosa chiede l’interrogazione

Nel dettaglio, la consigliera domanda alla Regione di indicare il numero dei professionisti attualmente impegnati con questo istituto, quali professioni esercitano, in quali Paesi hanno conseguito i titoli e in quali strutture sanitarie e sociosanitarie lavorano.

La richiesta punta anche a chiarire se la Regione abbia aggiornato le proprie procedure dopo la proroga della normativa statale, recentemente estesa fino al 2029. Celotti ricorda infatti che il Friuli Venezia Giulia aveva disciplinato il reclutamento con la delibera di Giunta regionale 134 del 2022 e chiede ora di verificare se quel provvedimento sia ancora allineato alle norme nazionali.

Il nodo delle esternalizzazioni

Nell’interrogazione viene richiamato anche l’aumento del ricorso alle esternalizzazioni dei servizi ospedalieri, indicato come uno dei fattori che hanno ampliato nel tempo la presenza di medici stranieri in deroga.

Celotti cita il caso della gestione dei codici bianchi e verdi dei pronto soccorso dell’Asufc, affidata in parte a società o cooperative che forniscono personale, compresi i cosiddetti medici gettonisti.

Sul fronte della spesa, i dati riportati dalla consigliera segnano un incremento netto: nel biennio 2023-2024 la Regione spendeva circa 11 milioni di euro per le esternalizzazioni, mentre nel biennio 2024-2025 il valore delle esternalizzazioni dei servizi ospedalieri, tra personale medico e personale generico, arriva a circa 43 milioni.

Secondo l’esponente dem, questo aumento sarebbe avvenuto senza che la Giunta regionale abbia definito indirizzi chiari e limiti operativi per le Aziende sanitarie sul tetto e sugli ambiti di esternalizzazione.

Verifiche e qualità dell’assistenza

L’interrogazione insiste su un altro aspetto: la necessità di sapere con quali controlli vengono autorizzati i professionisti sanitari con titoli conseguiti all’estero che operano in deroga negli ospedali e nelle altre strutture del sistema sanitario regionale.

Per Celotti servono dati aggiornati e un monitoraggio chiaro, così da accertare che siano rispettate tutte le verifiche richieste dalla normativa sui requisiti professionali. L’obiettivo indicato nella richiesta è quello di tutelare la sicurezza delle cure e la qualità dell’assistenza.

La consigliera chiede quindi alla Giunta una ricognizione completa che distingua tra pubblico, privato accreditato e strutture sociosanitarie convenzionate, indicando per ciascun ambito la presenza di personale autorizzato con procedure in deroga.

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