Sanità Fvg, migliora il 63,5% degli indicatori: attese più brevi, vaccini oltre il 95%

Report Sant’Anna di Pisa: salgono visite nei tempi, interventi oncologici e coperture vaccinali. Restano criticità su pronto soccorso e

A cura di Web Team Web Team
22 giugno 2026 16:05
Sanità Fvg, migliora il 63,5% degli indicatori: attese più brevi, vaccini oltre il 95% -
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UDINE - Migliora il 63,5 per cento degli indicatori della sanità del Friuli Venezia Giulia e per il terzo anno consecutivo il sistema regionale registra un avanzamento nel monitoraggio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I dati 2025 mostrano soprattutto progressi su liste d’attesa, interventi chirurgici, rete oncologica, qualità clinica e coperture vaccinali, mentre restano aperti alcuni nodi su appropriatezza prescrittiva, degenza media ospedaliera e accessi impropri ai pronto soccorso.

Il quadro emerge dal sistema di valutazione multidimensionale “Bersaglio”, sviluppato dal Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Sant’Anna e illustrato a Udine nel corso di un incontro con la dottoressa Milena Vainieri. Secondo il report, oltre alla quota di indicatori in miglioramento, il 12,6 per cento resta stabile rispetto all’anno precedente.

L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha collegato questi risultati al percorso di riorganizzazione avviato dopo la pandemia, parlando di effetti misurabili su tempi d’attesa, coperture vaccinali, qualità clinica ed emergenza-urgenza.

Liste d’attesa: salgono le prestazioni erogate entro i tempi

Tra i dati più rilevanti per i cittadini ci sono quelli sulle prestazioni ambulatoriali. Per le priorità B, la quota di visite ed esami erogati entro i tempi previsti è passata dal 56,7 per cento del 2024 al 65,7 per cento del 2025.

Il miglioramento è ancora più marcato per le priorità D, salite dal 63,2 per cento del 2023 al 73,2 per cento del 2025.

Il report segnala progressi anche sui tempi di attesa per diversi interventi chirurgici e per procedure complesse come bypass coronarici, angioplastiche coronariche, coronarografie e biopsie percutanee del fegato.

Oncologia e qualità clinica: ridotti i tempi per più interventi

Un altro capitolo centrale riguarda la rete oncologica regionale. Nonostante l’avvio della riforma prevista dal Piano oncologico regionale, approvato a inizio anno, e il rinnovo del coordinamento della rete, il monitoraggio registra una riduzione dei tempi di attesa per numerosi interventi legati alle patologie neoplastiche.

Migliorano gli indicatori relativi agli interventi per tumori del colon, del retto, del polmone, della mammella, della prostata, dell’utero, della tiroide e del melanoma.

Sul fronte della qualità clinica e di processo, cresce anche la quota di pazienti operati entro 48 ore dal ricovero per frattura del collo del femore: il dato passa dal 51,4 per cento del 2024 al 60 per cento del 2025, con una distribuzione definita omogenea tra le aziende sanitarie regionali.

Nelle cure palliative, il rispetto dei tempi massimi di attesa tra segnalazione e ricovero in hospice per i malati oncologici raggiunge il 90,5 per cento.

Vaccini sopra il 95% e calo degli abbandoni in pronto soccorso

Sul versante della prevenzione, il Friuli Venezia Giulia conferma coperture elevate per le vaccinazioni pediatriche. Il report indica valori superiori al 95 per cento sia per il vaccino Mpr, contro morbillo, parotite e rosolia, sia per l’esavalente: rispettivamente 95,6 e 95,83 per cento.

Risultati positivi anche per la vaccinazione contro la varicella, al 92,88 per cento, e per quella contro lo pneumococco, al 90 per cento.

Tra gli altri indicatori in miglioramento c’è anche l’area dell’emergenza-urgenza. Gli abbandoni dai pronto soccorso scendono dal 5,6 per cento del 2024 al 5,2 per cento del 2025, pur restando in un’area di attenzione.

Le criticità ancora aperte nel sistema sanitario regionale

Accanto ai risultati positivi, il report evidenzia ambiti che richiedono ancora interventi mirati. Uno riguarda l’appropriatezza diagnostica e prescrittiva: l’elevato numero di esami, pur senza compromettere la qualità delle cure, può incidere sui tempi d’attesa.

Un altro tema è la degenza media ospedaliera. Secondo quanto spiegato dall’assessore, il tempo più lungo trascorso in ospedale è legato anche alla necessità di rafforzare la rete successiva all’intervento, dalla riabilitazione all’assistenza post-ospedaliera.

Resta inoltre il nodo degli accessi impropri ai pronto soccorso, che la Regione collega sia a un uso non sempre corretto dei servizi sanitari sia alla necessità di intercettare prima i bisogni del paziente sul territorio.

Per Riccardi, i dati della Scuola Sant’Anna confermano comunque una traiettoria di miglioramento del sistema sanitario regionale, attribuita al lavoro dei professionisti e a scelte organizzative di lungo periodo.

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