Assestamento 2026 in Fvg, il Pd chiede obiettivi verificabili per la sanità regionale
In III Commissione i consiglieri regionali dem chiedono che l’aumento dei fondi si traduca in servizi uniformi, trasparenti e misurabili.
TRIESTE - Più risorse alla sanità nel disegno di legge di assestamento 2026, ma per il Partito democratico il nodo resta uno: capire se quei fondi produrranno davvero servizi migliori per i cittadini del Friuli Venezia Giulia. In III Commissione, durante l’esame delle parti di competenza del ddl 95 sulle misure finanziarie multisettoriali 2026, i consiglieri regionali Manuela Celotti, Francesco Martines e Nicola Conficoni hanno chiesto di collegare la programmazione economica a obiettivi verificabili.
Secondo i consiglieri dem, l’aumento delle risorse non basta se non viene accompagnato da risposte concrete sui problemi che continuano a pesare sul sistema sanitario regionale: dalle liste d’attesa alla carenza di personale, fino alla necessità di garantire gli stessi standard di cura nei diversi territori.
Le richieste del Pd sulla sanità regionale
Nel merito, Manuela Celotti ha posto l’attenzione sulla qualità e sull’uniformità dei servizi. Per la consigliera, le risorse stanziate devono andare di pari passo con garanzie effettive su sicurezza e prestazioni, anche nei servizi affidati all’esterno. Il riferimento è allo screening mammografico, per il quale, ha spiegato, l’affidamento esternalizzato deve mantenere le stesse tutele previste dal sistema pubblico, a partire dalla verifica degli esami da parte di più professionisti.
Celotti ha inoltre richiamato il tema della fibromialgia, chiedendo che i fondi disponibili vengano utilizzati in tutte le aziende sanitarie regionali, in modo da assicurare gli stessi diritti e le stesse opportunità alle persone assistite in ogni area del Friuli Venezia Giulia. Il tema si inserisce in un quadro più ampio di confronto sulla validità delle impegnative e sui percorsi di accesso alle prestazioni.
Trasparenza sui conti e programmazione
Francesco Martines ha invece concentrato l’intervento sugli aspetti finanziari. L’anticipo delle risorse per la sanità, secondo il consigliere, può avere un valore positivo se serve a dare maggiore certezza e continuità alla programmazione. Ma, ha osservato, l’autonomia finanziaria della Regione deve tradursi in scelte leggibili e trasparenti, soprattutto quando entrano in gioco cifre elevate e differenze significative tra un esercizio e l’altro.
Da qui la richiesta di criteri chiari nella distribuzione dei fondi tra spesa corrente e investimenti, così da capire in che modo le risorse possano garantire stabilità organizzativa e reale capacità di pianificazione del sistema.
Attese, infermieri e risultati attesi nel 2027
Sul versante più operativo è intervenuto Nicola Conficoni, che ha richiamato l’aumento di 86,7 milioni della parte corrente, pari al 2,56%. Un incremento che, secondo il consigliere, va letto alla luce dei bisogni concreti della sanità regionale e dell’effetto dell’inflazione, che ne riduce il valore reale.
Per Conficoni, il punto centrale non è soltanto la disponibilità delle risorse, ma la capacità di trasformarle in servizi. Le criticità indicate restano le stesse già emerse nel confronto politico di questi mesi: liste d’attesa in Fvg, carenza di personale e difficoltà nel reclutamento degli infermieri. Per questo il Pd chiede che, se la Giunta decide di anticipare già le risorse per il 2027, venga chiarito anche quali risultati intende raggiungere con quei fondi.
La posizione espressa in Commissione riassume quindi una richiesta politica precisa: non fermarsi al dato dell’aumento degli stanziamenti, ma indicare obiettivi misurabili su tempi di attesa, tenuta degli organici, uniformità dei servizi e qualità delle prestazioni in tutta la regione.