Saporibus 2026 chiude sold out: oltre 200 presenze tra i borghi del Friuli Venezia Giulia

La quarta edizione del progetto del Consorzio Pro Loco Torre Natisone ha toccato quattro tappe tra mare e montagna.

11 settembre 2026 11:26
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ATTIMIS - Si chiude con il tutto esaurito la quarta edizione di Saporibus 2026, il progetto di mobilità sostenibile ed enogastronomia del Consorzio Pro Loco Torre Natisone UNPLI APS: il tour estivo tra borghi, musei, aziende e sapori del Friuli Venezia Giulia ha raccolto oltre 200 presenze complessive, con partecipanti arrivati anche dalla Nuova Zelanda.

Il dato che emerge alla fine del calendario 2026 è la capacità del percorso di intercettare un pubblico interessato a un turismo lento ed esperienziale, con tutti i posti disponibili sui bus occupati nelle varie uscite. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di quattro Pro Loco, due del Consorzio e due regionali, degli uffici di PromoTurismo FVG, della Regione Friuli Venezia Giulia e con il sostegno di Banca 360 FVG.

Saporibus 2026 chiude sold out: oltre 200 presenze tra i borghi del Friuli Venezia Giulia

Secondo la presidente del Consorzio Giovanna Rossetto, la risposta del pubblico ha premiato una formula che unisce spostamenti organizzati, accoglienza delle Pro Loco, cultura locale e prodotti a chilometro zero. Rossetto ha ringraziato Regione FVG, Banca 360 FVG, il consiglio direttivo del Consorzio, le Pro Loco coinvolte, Corriera Sandra con gli autisti, le guide e i volontari impegnati anche nelle fasi più complesse dell'organizzazione.

Le tappe del tour 2026

Il viaggio si è articolato in quattro appuntamenti tra maggio e settembre 2026: prima tappa a Muggia a maggio, poi Caneva e Polcenigo a giugno, quindi Val Resia e Illegio ad agosto, fino alla conclusione ad Attimis e dintorni a settembre.

L'itinerario è stato costruito fuori dai circuiti turistici più battuti, mettendo insieme arte, memoria locale e paesaggio. Tra le visite proposte ci sono state le radici giuliane del Museo della Cantieristica MU.CA di Monfalcone, il Museo dell’Arrotino a Stolvizza di Resia e il Museo Archeologico Medievale di Attimis.

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Nella tappa di Subit ha trovato spazio anche la mostra fotografica “59 Secondi”, allestita per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Il percorso artistico ha incluso inoltre le chiese di Muggia, Palazzo Ragazzoni a Sacile, il borgo di Polcenigo, l'esposizione internazionale “Il Dialogo – Un appello alla pace” a Illegio e la chiesa di Racchiuso, con la cappella affrescata dal Thanner nel Cinquecento e il campanile che conserva un'iscrizione in antico friulano del 1448.

Musei, natura e accoglienza nei piccoli borghi

Accanto ai luoghi storici, il programma ha proposto anche soste naturalistiche nel cosiddetto cuore blu della regione, tra escursioni in barca elettrica alle sorgenti del Livenza e il Gorgazzo. In questo quadro si inseriscono anche molte iniziative legate alle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, che restano un perno dell'organizzazione diffusa sul territorio.

Tra i momenti ricordati dagli organizzatori c'è anche la visita al Monastero di clausura Santa Maria degli Angeli delle Clarisse Sacramentine, nel borgo di Faris ad Attimis. Qui l'incontro con due sorelle dell'ordine, ha spiegato Rossetto, ha lasciato ai partecipanti un'esperienza di riflessione e raccoglimento particolarmente intensa.

Saporibus 2026 chiude sold out: oltre 200 presenze tra i borghi del Friuli Venezia Giulia

Il tour ha dovuto affrontare anche un imprevisto logistico nell'uscita di settembre. A causa della chiusura improvvisa della strada per Prossenicco, le Pro Loco di Prossenicco e Subit hanno riorganizzato in tempi rapidi l'accoglienza insieme al bar Al Tiglio e all'Antica Osteria del Centro, spostando pranzo tipico e ospitalità negli spazi dell'ex scuola elementare di Subit.

Le aziende visitate e i prodotti del territorio

Saporibus ha affiancato alle visite culturali anche tappe dedicate all'economia locale e all'artigianato. I partecipanti hanno potuto entrare in realtà storiche come lo Spugnificio Rosenfeld di Trieste, attivo dal 1896, e la tessitura Carnica Arte Tessile di Villa Santina, fondata nel 1964 e ripartita dopo il grave incendio del 2020.

Sul fronte agroalimentare, il percorso ha toccato il Frantoio Parovel, attivo dal 1898, il Consorzio del FigoMoro di Caneva, l'azienda “Le Erbe di Lina” in Val Resia e l'azienda agricola biologica Martinuzzi di Attimis, conosciuta per zafferano, miele e patate viola. Nel caso di “Le Erbe di Lina”, il progetto ha raccontato anche la storia della giovane Cecilia, rientrata dalla Francia per raccogliere l'eredità della nonna.

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La parte gastronomica ha incluso i dolci della tradizione triestina, come Presnitz e Carsolina della Pasticceria Ulcigrai, il pesce di Muggia, le salse all'aglio di Resia e la salsiccia ticjouo mocenje, ricetta tradizionale delle Valli del Torre. Un modello che nel calendario regionale si affianca anche alle iniziative sostenute dal bando sagre storiche destinato a Comuni e Pro Loco nel 2026.

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