Sara scopre un tumore e muore in 2 settimane, 4 mesi dopo il parto: l’ultimo sì in ospedale

Sara Gastaldello, 39 anni, morta dopo un tumore scoperto da poco: lutto a Salvatronda, lascia marito e figlia neonata.

30 aprile 2026 11:47
Sara scopre un tumore e muore in 2 settimane, 4 mesi dopo il parto: l’ultimo sì in ospedale -
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CASTELFRANCO VENETO – Certe notizie arrivano come un colpo secco, senza lasciare il tempo di comprenderle. A Salvatronda, frazione di Castelfranco Veneto, il dolore ha il volto di Sara Gastaldello, 39 anni, morta martedì dopo una malattia emersa soltanto due settimane prima. Una diagnosi improvvisa, un decorso rapidissimo, poi il silenzio di una casa che appena quattro mesi fa si era riempita di vita con la nascita della piccola Agnese.

Sara era diventata mamma il 16 dicembre. Quattro mesi più tardi, la scoperta di un tumore che non aveva dato segnali evidenti e che, in pochi giorni, ha travolto ogni progetto. Accanto a lei fino all’ultimo il compagno di una vita, Matteo, con cui condivideva un legame lungo diciannove anni. I due si sono sposati in ospedale sabato 25 aprile, pochi giorni prima della morte di Sara: un gesto intimo, doloroso e pieno d’amore, arrivato quando ormai il tempo sembrava essersi fatto strettissimo.

Sara e Matteo avevano costruito negli anni una storia solida, iniziata molto prima dell’arrivo ad Agnese e passata attraverso scelte condivise, casa, lavoro, famiglia. Il matrimonio era nei loro pensieri, ma la malattia ha trasformato quel momento in un saluto carico di significato. In ospedale, con l’aiuto del personale comunale, del parroco e degli amici più vicini, la coppia ha pronunciato il proprio sì.

Non è stato un matrimonio celebrato nella cornice pensata per una festa, ma dentro la fragilità di un reparto, tra affetto e consapevolezza.

Sara era originaria di Rossano Veneto. Matteo, anche lui 39enne, viene invece da Istrana. Due paesi diversi, due percorsi distinti, ma una coincidenza che lui oggi rilegge con commozione: entrambi erano stati battezzati nello stesso giorno.

La coppia aveva scelto di vivere a Salvatronda per ragioni pratiche, ma nel tempo quel luogo era diventato molto più di un indirizzo. La frazione di Castelfranco permetteva a entrambi di raggiungere più facilmente il lavoro: Sara era funzionaria della direzione sanitaria della Regione Veneto, mentre Matteo lavora come impiegato all’ufficio patrimonio del Comune di Asolo.

Il 16 dicembre era arrivata Agnese. Per Sara e Matteo era stata la felicità più grande, l’inizio di una stagione nuova. Nella casa di Salvatronda c’erano i preparativi, le giornate scandite dalle necessità di una neonata, i sogni comuni di due genitori alle prese con il futuro.

Quel futuro, però, è stato interrotto in modo inatteso. Sara non ha avuto il tempo di vedere la figlia crescere, di accompagnarla nei primi passi, di sentirsi chiamare mamma. La malattia è comparsa senza annunciarsi con dolori forti o sintomi chiari. Proprio questa assenza di segnali ha reso ancora più sconvolgente ciò che è accaduto dopo.

Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, il primo campanello d’allarme era arrivato quasi per caso. Nulla, in quel momento, lasciava presagire un quadro tanto grave. Sara non lamentava dolori e la quotidianità procedeva come sempre, tra la bambina, il lavoro e la casa.

La svolta è arrivata due settimane fa, dopo un esame. La coppia è stata richiamata con urgenza all’ospedale di Montebelluna. Dopo un’ecografia, ai familiari è stato suggerito di recarsi a Castelfranco.

Una volta arrivata ecco la comunicazione che ha cambiato tutto: il tumore era già presente al fegato e alle ossa.

Da quel momento, il quadro clinico è precipitato rapidamente. I medici hanno seguito Sara e tentato ogni strada possibile, ma l’avanzamento della malattia non ha concesso margini. In appena quindici giorni, la vita della 39enne è stata stravolta fino all’epilogo che ha lasciato sgomenti familiari, amici e conoscenti.

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