Sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia: Pozzo chiede dati e monitoraggi

Il consigliere regionale Massimiliano Pozzo chiede alla Giunta chiarimenti sulla diffusione della specie e sui contatti con Governo e Ispra.

A cura di Web Team Web Team
11 settembre 2026 15:32
Sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia: Pozzo chiede dati e monitoraggi -
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TRIESTE - La presenza dello sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito politico regionale. Con un’interrogazione alla Giunta, il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd) chiede di conoscere con precisione la diffusione della specie sul territorio, i monitoraggi effettuati finora e le eventuali interlocuzioni avviate con il Governo, il ministero competente e Ispra per valutare strumenti di gestione compatibili con la normativa vigente.

Secondo Pozzo, il tema riguarda da vicino diverse aree della regione e interessa non solo il piano naturalistico, ma anche quello pratico per chi vive e lavora nelle zone rurali e boschive. Nella sua richiesta, il consigliere evidenzia infatti le preoccupazioni segnalate da residenti, allevatori, agricoltori, cacciatori e altri operatori del territorio.

Cosa chiede l’interrogazione

Nel documento presentato alla Giunta regionale, Pozzo sollecita un quadro aggiornato sulla presenza dello sciacallo dorato in Friuli Venezia Giulia e sui controlli già svolti. L’obiettivo è capire quale sia oggi la reale estensione della specie nelle diverse aree regionali e se siano stati raccolti elementi utili a misurare eventuali effetti sugli equilibri della fauna selvatica.

Il consigliere chiede inoltre se la questione sia stata formalmente portata all’attenzione dello Stato e, in particolare, del ministero competente in materia di fauna e biodiversità. Tra i punti posti nell’interrogazione rientrano anche gli eventuali contatti con Ispra per un monitoraggio puntuale e per valutare possibili strumenti di gestione, tenendo conto delle specificità dei territori interessati.

La presenza in Friuli Venezia Giulia

Pozzo ricorda che lo sciacallo dorato è presente da diversi decenni in Friuli Venezia Giulia e sottolinea che la regione ospita il maggior numero di gruppi riproduttivi della specie a livello nazionale. Negli ultimi anni, aggiunge, la presenza sarebbe stata segnalata in modo crescente in più zone del territorio regionale.

Proprio questa diffusione, secondo il consigliere del Pd, sta alimentando attenzione e timori in alcune aree, soprattutto dove l’attività quotidiana si svolge a stretto contatto con ambiente rurale e boschivo. Il nodo, nella richiesta rivolta alla Giunta, è avere dati verificati e aggiornati per distinguere le percezioni locali dagli elementi scientificamente accertati.

Le preoccupazioni sugli ecosistemi

Tra gli aspetti messi in evidenza nell’interrogazione ci sono i possibili effetti sugli ecosistemi e sulla consistenza di altre specie selvatiche. Pozzo riferisce che da chi opera quotidianamente sul territorio arrivano segnalazioni su un possibile calo di alcune specie, in particolare della fauna di piccole dimensioni, ma anche di ungulati.

Si tratta, osserva il consigliere, di indicazioni che meritano attenzione e verifica. Da qui la richiesta di un monitoraggio accurato e di una valutazione basata su evidenze scientifiche, così da comprendere se e in quale misura l’espansione della specie stia incidendo sugli equilibri faunistici regionali.

Specie protetta e margini di gestione

Nella sua presa di posizione, Pozzo richiama anche il fatto che lo sciacallo dorato è una specie oggetto di tutela. Per questo, osserva, qualsiasi ipotesi di gestione deve muoversi nel rispetto del quadro normativo vigente e sulla base di adeguate verifiche scientifiche.

La richiesta alla Regione, quindi, non punta a misure automatiche, ma a fare chiarezza su quali strumenti siano eventualmente praticabili, quali valutazioni siano già in corso e quali confronti istituzionali siano stati avviati con lo Stato e con gli organismi tecnici competenti. L’interrogazione chiede in particolare di sapere se esistano già interlocuzioni con il Governo e con Ispra sull’evoluzione della presenza della specie e sui possibili interventi da adottare nei territori interessati.

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