Sciopero cultura a Venezia: chiusi 10 padiglioni della Biennale

Effetti immediati della mobilitazione nazionale: presidio alle Gallerie dell’Accademia e accessi non regolari in città

12 giugno 2026 19:00
Sciopero cultura a Venezia: chiusi 10 padiglioni della Biennale -
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VENEZIA - La giornata di sciopero dei lavoratori della cultura ha avuto effetti immediati anche in laguna, dove 10 padiglioni della Biennale sono rimasti chiusi nel corso della mobilitazione nazionale del settore. Nel pomeriggio si è tenuto anche un presidio davanti alle Gallerie dell’Accademia, uno dei luoghi simbolo scelti in città per rendere visibile la protesta.

L’astensione dal lavoro è in corso oggi, venerdì 12 giugno, ed è stata indicata come il primo sciopero nazionale del settore culturale dopo cinquant’anni. Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni di lavoro di molti addetti del comparto, con richieste che riguardano salari, tutele e il contrasto alla precarietà che interessa una parte ampia del mondo museale, espositivo e dei servizi collegati.

A Venezia le conseguenze più evidenti si sono registrate nell’area della Biennale, dove alcune aperture non sono state garantite. Oltre ai padiglioni rimasti chiusi, la protesta ha fatto emergere possibili ripercussioni anche su altri servizi collegati alla fruizione culturale, tra cui bookshop, mediazione e spazi aperti al pubblico. La mobilitazione ha così inciso non solo sui luoghi della mostra, ma più in generale sul funzionamento ordinario di strutture e servizi del settore.

Il presidio veneziano è iniziato alle 16 davanti alle Gallerie dell’Accademia. Qui lavoratori e attivisti hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà del comparto, segnato da rapporti di lavoro frammentati, appalti, cooperative e condizioni economiche ritenute non adeguate rispetto al valore delle attività svolte.

La mobilitazione è stata proclamata da diverse sigle sindacali del settore pubblico e privato e ha interessato musei, biblioteche e sedi culturali in varie città. A Venezia, per visitatori e turisti, l’impatto più visibile è stato quello legato agli accessi non regolari in alcuni spazi della Biennale. In città si sono registrate adesioni anche in ambito bibliotecario universitario.

Per chi aveva in programma una visita, la conseguenza pratica è stata la possibile chiusura improvvisa di alcuni percorsi e servizi nel corso della giornata. Il dato più concreto resta quello dei padiglioni chiusi alla Biennale, segnale della portata di una protesta che ha voluto riportare al centro il ruolo dei lavoratori nei luoghi della produzione e della fruizione culturale.

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