Scontri a Trieste, poliziotti feriti: il SAP alza la voce, «Basta violenze e giustificazioni»
Scontri a Trieste il 6 novembre, agenti feriti. Lorenzo Tamaro del SAP denuncia le violenze e chiede interventi per la sicurezza.
TRIESTE – Dopo gli scontri avvenuti nella serata di venerdì 6 novembre a Trieste, con il ferimento di alcuni operatori delle forze dell'ordine, arriva una dura presa di posizione del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) del Friuli Venezia Giulia.
A intervenire è Lorenzo Tamaro, segretario regionale del SAP, che condanna le violenze e chiede una risposta chiara delle istituzioni a tutela dei cittadini, delle attività commerciali e degli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico.
Al centro della vicenda il tentativo di occupazione degli spazi dell'ex mercato di via Flavio Gioia, sfociato in momenti di tensione e scontri con le forze dell'ordine.
Agenti feriti a Trieste, la condanna del SAP
Secondo Tamaro, quanto accaduto nel capoluogo giuliano rappresenta un segnale preoccupante di un clima nel quale, a suo giudizio, alcuni gruppi ritengono di poter imporre le proprie idee attraverso la forza.
Il segretario regionale distingue il diritto costituzionale di manifestare dai comportamenti violenti che possono verificarsi durante le proteste.
«Il diritto a manifestare è un bene irrinunciabile», sottolinea, richiamando però anche il diritto dei commercianti a lavorare senza subire danneggiamenti e quello dei cittadini a vivere senza timore di aggressioni.
«Assaltare i negozi, devastarli e saccheggiarli non è protesta», afferma Tamaro, chiedendo che le responsabilità individuali vengano accertate e perseguite secondo la legge.
La critica alla scarcerazione di Youssef Siher
Nel suo intervento, il rappresentante sindacale esprime preoccupazione anche per la decisione di scarcerare Youssef Siher, ritenendo che provvedimenti di questo tipo possano alimentare incertezza nella gestione delle situazioni più delicate di ordine pubblico.
Si tratta di una valutazione espressa dal SAP. La nota sindacale non illustra le motivazioni giudiziarie del provvedimento né gli elementi sui quali si è fondata la decisione.
Tamaro sostiene che, senza un'effettiva applicazione delle norme e delle sanzioni, si rischi di indebolire il lavoro quotidiano delle forze di polizia.
«Non basta la solidarietà a parole»
Particolarmente duro il passaggio dedicato agli agenti rimasti feriti durante gli scontri di Trieste.
Per il segretario regionale del SAP, esprimere vicinanza agli operatori dopo un'aggressione non è sufficiente: servono iniziative concrete per garantirne la sicurezza durante i servizi.
Tamaro chiede inoltre alle istituzioni e alle forze politiche di evitare giustificazioni dei comportamenti violenti, riconoscendo il lavoro degli agenti impegnati a tutelare l'ordine pubblico.
Il confronto politico sugli scontri di Trieste e sul clima di tensione in città si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione delle manifestazioni e sulla tutela della sicurezza.
Sicurezza e legalità, l'appello alle istituzioni
La posizione del SAP arriva mentre in Friuli Venezia Giulia si discute del rafforzamento delle misure di sicurezza, anche attraverso nuove risorse regionali e accordi con il Ministero dell'Interno.
Per Tamaro, l'obiettivo deve essere quello di garantire contemporaneamente il diritto di manifestare pacificamente, la sicurezza dei cittadini e la tutela degli operatori di polizia.
Il sindacato chiede quindi una presa di posizione netta contro le aggressioni, i danneggiamenti e le azioni violente, senza confondere tali comportamenti con l'esercizio legittimo della protesta.
«Non basta più la solita solidarietà a parole nei confronti degli operatori di Polizia aggrediti e feriti», conclude il segretario regionale del SAP, ribadendo la necessità di interventi concreti e di un maggiore riconoscimento del lavoro svolto dalle forze dell'ordine.