Scoperto nei vigneti, può colpire oltre 300 specie: scatta l’allarme scarabeo giapponese
Primo focolaio di Popillia japonica a Villa Lagarina, vicino a Rovereto Nord. Area delimitata e trattamento biologico contro le larve.
VILLA LAGARINA – Il primo focolaio trentino di Popillia japonica è stato accertato vicino allo svincolo autostradale di Rovereto Nord, in un’area di circa tre ettari, occupata prevalentemente da vigneti. Il ritrovamento risale all’inizio di agosto, quando sono stati individuati esemplari adulti sulla vegetazione e sintomi compatibili con la loro presenza.
L’accertamento ha portato alla notifica del focolaio all’Unione europea e alla delimitazione dell’area interessata. Sono già state avviate misure urgenti, mentre il Servizio fitosanitario provinciale sta preparando un piano per organizzare le successive attività di contrasto.
Perché il ritrovamento di Villa Lagarina cambia il quadro
Il monitoraggio dello scarabeo giapponese è attivo da tempo in Trentino ed è condotto dal Servizio fitosanitario provinciale insieme alla Fondazione Edmund Mach.
Negli anni precedenti le segnalazioni erano arrivate dalle trappole a feromoni posizionate lungo l’autostrada del Brennero: un individuo nel 2023, sette adulti nel 2024 e nove nel 2025.
Le verifiche successive non avevano rilevato esemplari nell’ambiente né danni alla vegetazione. Quegli episodi erano quindi stati classificati come incursioni.
A Villa Lagarina, invece, il rinvenimento degli adulti direttamente sulle piante e dei sintomi compatibili ha determinato l’accertamento del focolaio, rendendo necessari interventi sul territorio.
Le catture del 2026 nei punti sorvegliati
La sorveglianza si concentra soprattutto sui luoghi nei quali l’insetto potrebbe arrivare attraverso il trasporto passivo, sfruttando involontariamente gli spostamenti di persone e merci. Tra questi siti figura l’A22.
Anche nel 2026 sono state registrate catture nelle aree di servizio Nogaredo e Paganella. Ulteriori ritrovamenti hanno riguardato l’Interporto di Trento Nord, con due esemplari, e l’area davanti alla stazione ferroviaria di Trento, con un individuo.
Questi dati si affiancano all’accertamento effettuato nel territorio di Villa Lagarina, dove l’attenzione è ora rivolta alla gestione dell’area delimitata.
Una minaccia per oltre 300 specie vegetali
La Popillia japonica è classificata dall’Unione europea come organismo nocivo da quarantena prioritario. La sua presenza richiede misure obbligatorie di prevenzione, eradicazione e contenimento.
Il coleottero può danneggiare oltre 300 specie vegetali, interessando colture agricole, piante forestali e ornamentali, oltre alla vegetazione spontanea.
Il danno può avvenire in due fasi del ciclo dell’insetto: gli adulti consumano foglie e frutti durante l’estate, mentre le larve vivono nel suolo e si alimentano delle radici delle piante erbacee. Una volta insediata, la specie può richiedere attività di gestione particolarmente onerose.
Il trattamento biologico contro le larve
Nell’area del focolaio è in corso un intervento con nematodi entomopatogeni, piccoli organismi impiegati nella difesa biologica per colpire le larve presenti nel terreno.
L’obiettivo è ridurre la popolazione larvale attraverso un trattamento mirato. L’operazione viene eseguita direttamente dalla Provincia, con personale del Servizio foreste già formato e dotato delle attrezzature necessarie.
Al Servizio fitosanitario spettano la supervisione tecnica e il coordinamento delle attività.
In preparazione il piano di azione
Parallelamente agli interventi urgenti, il Servizio fitosanitario provinciale sta predisponendo un Piano di azione per la gestione, il contrasto e l’eradicazione della Popillia japonica.
Il documento dovrà stabilire le misure da applicare, il calendario degli interventi e la programmazione delle indagini sul territorio, definendo i prossimi passaggi per affrontare il focolaio individuato a Villa Lagarina.