Stretta di Meloni sulla scuola: «Tetto agli stranieri». Mattarella non ci sta: «La scuola è aperta a tutti»

Mattarella inaugura l’anno scolastico ad Amatrice: integrazione, violenza, famiglie, intelligenza artificiale e investimenti al centro.

22 settembre 2026 09:52
Stretta di Meloni sulla scuola: «Tetto agli stranieri». Mattarella non ci sta: «La scuola è aperta a tutti» -
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Una scuola capace di unire, integrare, contrastare la violenza e formare ragazzi liberi di pensare con la propria testa. È il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027, ospitata lunedì 21 settembre all’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne” di Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto del 2016.

Un intervento arrivato in giorni di forte attenzione sul mondo dell’istruzione, mentre il Governo sta lavorando a nuove norme che potrebbero introdurre un limite al numero di studenti stranieri per classe, misure per favorire l’apprendimento dell’italiano e il divieto di burqa e niqab negli istituti. Secondo quanto riportato da ANSA, il provvedimento potrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri di giovedì 24 settembre e dovrebbe assumere la forma di un disegno di legge, anche se il testo non è ancora definitivo.

Il messaggio di Mattarella: la scuola deve unire

Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato direttamente l’articolo 34 della Costituzione ricordando un principio essenziale: «La scuola è aperta a tutti». Per il Capo dello Stato, l’istruzione rappresenta uno dei principali strumenti di integrazione sia per chi arriva da altri Paesi sia per i giovani nati in Italia da famiglie di origine straniera.

La scuola, secondo Mattarella, deve quindi costruire relazioni con le famiglie, contrastare la formazione di gruppi separati e contribuire alla coesione delle comunità. Nel testo del discorso il presidente insiste sulla necessità di evitare ghetti, barriere e muri di incomunicabilità, indicando nell’istituzione scolastica uno spazio nel quale imparare a convivere e confrontarsi.

Violenza a scuola, il richiamo anche alle famiglie

Una parte importante del discorso è stata dedicata alla violenza tra i giovani e contro gli insegnanti.

Mattarella ha ricordato come il fenomeno possa manifestarsi attraverso prepotenze, gruppi che si consolidano fuori dalle aule e aggressioni nei confronti del personale scolastico. Nel suo intervento ha richiamato anche la responsabilità educativa delle famiglie, sottolineando come in alcuni episodi siano proprio gli adulti a venir meno alla necessaria collaborazione con gli insegnanti.

Un argomento particolarmente attuale dopo diversi episodi avvenuti nelle scuole italiane. Nei giorni scorsi anche il Veneto è stato segnato dall’aggressione a uno studente all’Enaip di Conselve, ripresa con un cellulare e successivamente diffusa nelle chat.

Per il presidente, insegnanti e dirigenti non possono essere lasciati soli davanti a situazioni difficili: istituzioni, famiglie e società sono chiamate a condividere la responsabilità educativa.

Gli studenti non sono semplici spettatori

Mattarella ha rivolto poi un invito direttamente ai ragazzi.

Gli studenti, ha ricordato, non sono semplici utenti del sistema scolastico, ma devono diventare protagonisti della vita delle proprie scuole e della società.

Conoscenza e studio assumono valore quando vengono affiancati da responsabilità, attenzione verso gli altri e capacità di costruire relazioni.

Il messaggio del presidente lega quindi istruzione e libertà: una cultura solida permette ai giovani di sviluppare autonomia di giudizio e di partecipare consapevolmente alla vita collettiva.

Valditara: la conoscenza dell’italiano per favorire l’integrazione

Alla cerimonia di Amatrice è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha concentrato una parte del proprio discorso sul tema dell’integrazione degli studenti stranieri.

Secondo il ministro è necessario evitare discriminazioni e, contemporaneamente, intervenire sulle difficoltà linguistiche che possono determinare marginalizzazione. Valditara ha sintetizzato la propria posizione sostenendo che «senza padronanza dell’italiano non c’è integrazione né successo».

L’obiettivo indicato è quindi fornire agli studenti gli strumenti necessari per costruire un percorso scolastico e successivamente professionale, inserendoli in un sistema condiviso di regole, diritti e responsabilità.

Il dibattito sul limite agli studenti stranieri nelle classi

Le parole pronunciate ad Amatrice arrivano mentre il Governo sta preparando un pacchetto di norme dedicato alla scuola.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione di introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe, oltre a misure rivolte ai genitori di studenti con gravi difficoltà di inserimento e al divieto di indossare burqa e niqab negli istituti.

I dettagli applicativi devono ancora essere definiti. Il tema ha già aperto un confronto politico e nel mondo della scuola sulle modalità con cui un eventuale limite dovrebbe essere applicato e sul rapporto tra cittadinanza, conoscenza della lingua italiana e composizione delle classi.

Mattarella non ha espresso una valutazione specifica sulle singole misure annunciate dal Governo, ma nel proprio intervento ha sottolineato la funzione della scuola come strumento di integrazione e coesione sociale.

Gli investimenti per gli edifici scolastici

Valditara ha affrontato anche il tema delle risorse destinate alle strutture.

Il ministro ha ricordato 12 miliardi di euro complessivamente investiti nell’edilizia scolastica, ai quali si aggiungono, secondo i dati indicati durante la cerimonia, altri 430 milioni di risorse nazionali per la sicurezza degli edifici e più di 114 milioni per gli adeguamenti antisismici.

Il luogo scelto per l’inaugurazione dell’anno scolastico rende particolarmente significativo il tema: Amatrice continua infatti a portare i segni del terremoto del 2016.

La cerimonia si è svolta nell’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, realizzato anche grazie al contributo di Ferrari. Alla giornata ha partecipato inoltre John Elkann.

Confermati 56mila insegnanti di sostegno

Valditara ha parlato inoltre di inclusione degli studenti con disabilità e continuità didattica.

Il ministro ha indicato in 56mila gli insegnanti di sostegno confermati quest’anno su richiesta delle famiglie, collegando il dato all’obiettivo di garantire agli studenti continuità nel rapporto con i docenti.

Un sistema scolastico, ha spiegato, deve mettere ogni ragazzo nelle condizioni di sviluppare le proprie capacità e costruire il proprio futuro.

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