Il mosaico unisce Friuli e Libano: dialogo tra la Scuola Mosaicisti e l’Università di Tiro
Seminario internazionale sul mosaico tra la Scuola Mosaicisti del Friuli e l’Università Statale Libanese: arte come ponte tra culture.
SPILIMBERGO – Si è svolto ieri, mercoledì 14 gennaio 2026, un seminario internazionale dedicato al mosaico che ha visto la partecipazione della Scuola Mosaicisti del Friuli e dell’Università Statale Libanese, sede di Tiro, promosso e coordinato dalla Brigata Alpina Taurinense.
Attraverso un collegamento in videoconferenza, che ha unito virtualmente l’Aula Magna della Facoltà di Scienze dell’Università di Tiro e quella della Scuola Mosaicisti del Friuli, il “Seminario sul mosaico nell’arte antica e moderna, un ponte sul Mediterraneo tra Tiro e Spilimbergo” ha visto la partecipazione di relatori di entrambe le istituzioni accademiche.
Il mosaico, tema di studio e di ricerca ed espressione del patrimonio culturale italiano e libanese, con le sue testimonianze antiche e le declinazioni contemporanee, è diventato occasione di scambio tra studenti, docenti e rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di valorizzare questa forma d’arte non solo come documento del passato, ma anche come linguaggio universale capace di unire popoli e culture.
I lavori sono stati aperti dal gen. David Colussi, Comandante del Settore Ovest, che ha sottolineato come, in un contesto segnato da tensioni e instabilità, l’iniziativa si inserisca nell’impegno del contingente italiano di UNIFIL per la diplomazia culturale, riconoscendo all’arte un ruolo centrale nel favorire dialogo e comprensione reciproca.
Successivamente il prof. Firas Hijazi dell’Università Statale Libanese ha presentato i diversi ambiti di studio affrontati nel seminario. Una prima sessione è stata dedicata alle origini e alla storia del mosaico, con l’intervento della dott.ssa Danila Venuto, docente di storia del mosaico della Scuola Mosaicisti del Friuli, che ha approfondito il mosaico nell’antichità e nelle civiltà del Mediterraneo, tra Mesopotamia, Grecia e Impero romano, evidenziandone le funzioni artistiche e simboliche.
Sul ruolo svolto oggi dalla Scuola Mosaicisti del Friuli è intervenuto il dott. Gian Piero Brovedani, direttore della storica istituzione. Dopo un breve richiamo alla fondazione e ai grandi maestri mosaicisti, è stata ripercorsa la storia centenaria della Scuola, arrivando all’attuale equilibrio tra tecniche tradizionali e ricerca su materiali e soluzioni contemporanee.
Lo sguardo si è poi spostato sul patrimonio musivo del Libano. La relazione del prof. Hassan Ramez Badawi ha evidenziato, in un’ottica di conservazione e valorizzazione, le influenze fenicie, romane, bizantine e islamiche, illustrandone le differenze nei soggetti rappresentati e nei motivi geometrici e floreali.
Il mosaico come linguaggio universale di pace e identità è stato il tema affrontato dal dott. Youssef Ghazaoui, che ha proposto una lettura sociale dell’arte, sottolineandone il ruolo nello sviluppo dell’uomo e delle comunità.
Le conclusioni sono state affidate al sindaco di Tiro, Hassan Dbouk, e al presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, Stefano Lovison, che hanno espresso riconoscenza al gen. Colussi e alla Brigata Alpina Taurinense per la creazione di uno spazio di confronto aperto a docenti, studenti e studiosi del settore. Un incontro ritenuto proficuo e destinato, nelle intenzioni condivise, a ripetersi, come occasione di cooperazione culturale e opportunità per la formazione e l’affermazione professionale dei giovani.
«Aprire le porte della nostra Scuola, seppure virtualmente, a occasioni di studio sull’arte del mosaico è per noi motivo di crescita – ha dichiarato il presidente Lovison –. Mettiamo a disposizione le competenze maturate nell’arte musiva e l’esperienza nella formazione e ricerca artistica. Auspico che questo incontro tra le culture dei nostri popoli possa tradursi in opportunità concrete, e di accogliere presto a Spilimbergo gli amici libanesi».