Servizi idrici e rifiuti in Friuli Venezia Giulia, Regione pronta a sostenere le aggregazioni

Sul tavolo, l’andamento degli investimenti, le aggregazioni societarie già concluse e quelle ancora in fase di discussione.

A cura di Web Team Web Team
13 ottobre 2026 15:16
Servizi idrici e rifiuti in Friuli Venezia Giulia, Regione pronta a sostenere le aggregazioni -
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TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia rilancia sui processi di aggregazione tra i gestori dell’acqua e dei rifiuti e conferma il sostegno agli investimenti del settore. Il punto emerso dal tavolo convocato oggi a Trieste è che le operazioni già avviate e quelle in discussione dovranno puntare a un obiettivo preciso: migliorare i servizi per i cittadini senza aumenti tariffari, mentre alcune fusioni potrebbero essere formalizzate nel 2027.

All’incontro hanno partecipato i presidenti delle società del servizio idrico integrato e dei rifiuti del Friuli Venezia Giulia, i rappresentanti del Controllo analogo delle società e i vertici di Ausir, l’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti. Sul tavolo, l’andamento degli investimenti, le aggregazioni societarie già concluse e quelle ancora in fase di discussione.

Tra i passaggi già realizzati, la Regione ha richiamato l’incorporazione di Hydrogea in Cafc. Per il comparto idrico, dal confronto è emersa anche la volontà di riprendere e definire lo studio specialistico sui possibili scenari di fusione del servizio idrico integrato, un percorso che potrebbe portare all’individuazione di un gestore unico regionale.

Cosa cambia per acqua e rifiuti

Secondo quanto riferito dagli assessori regionali Barbara Zilli e Fabio Scoccimarro, la linea della Regione è quella di accompagnare i processi di riorganizzazione senza imporre decisioni dall’alto ai territori. Il messaggio rivolto ai soggetti coinvolti è però quello di arrivare a una previsione chiara sul futuro del comparto, evitando di affrontare le scadenze senza un piano definito e senza una prospettiva di lungo periodo.

Per gli enti locali, in particolare, il richiamo è a superare le resistenze legate ai singoli territori quando queste rallentano una riorganizzazione ritenuta utile sul piano dei servizi. L’indicazione politica emersa dal vertice è che il criterio da seguire debba essere quello dell’efficienza e della qualità del servizio reso ai cittadini.

Le risorse previste dalla Regione

Sul fronte economico, Scoccimarro ha ricordato che la normativa regionale prevede un contributo specifico per Comuni ed enti di area vasta che partecipano a questi processi. Nell’attuale regolamento è previsto uno stanziamento di 4 milioni di euro per ogni operazione.

Servizi idrici e rifiuti in Friuli Venezia Giulia, Regione pronta a sostenere le

L’assessore ha inoltre annunciato che nella prossima misura di assestamento bis sono previste modifiche migliorative alla norma, con la disponibilità della Regione a valutare ulteriori risorse in base alle esigenze che verranno dimostrate e motivate.

Le operazioni in discussione

Per quanto riguarda i rifiuti, il quadro viene considerato più avanzato rispetto al servizio idrico. Dal tavolo è emerso infatti che esistono già percorsi strutturati, con memorandum, cronoprogramma, piano di fattibilità e due diligence.

Le possibili operazioni attualmente sul tavolo sono due. La prima è quella già nota che coinvolge Net, A&T 2000 e Isontina Ambiente. La seconda riguarda il Pordenonese, dove è in corso il lavoro per l’aggregazione di Gea in Ambiente e Servizi.

Il vertice di Trieste è servito quindi a fare il punto sullo stato dell’arte di un riassetto che riguarda direttamente due servizi essenziali per il territorio regionale: la gestione dell’acqua e quella dei rifiuti. Nel settore ambientale, allo stato attuale, sono proprio queste le due operazioni indicate come più concrete e più avanzate.

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