Servizio idrico, AUSIR guiderà tre pool nazionali di verifica
L’Autorità regionale coordinerà tre dei quindici gruppi istituiti da ARERA per verificare i dati dei gestori idrici.
UDINE - AUSIR entra nella cabina di regia nazionale dei controlli sulla qualità del servizio idrico integrato. L’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti del Friuli Venezia Giulia è stata designata coordinatrice di tre dei quindici pool nazionali istituiti da ARERA per la verifica dei dati trasmessi dai gestori.
La scelta assegna all’ente regionale, nato nel 2018, un ruolo tecnico di rilievo nel nuovo sistema di controllo. Il lavoro sarà svolto nell’ambito della riforma introdotta dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che punta a rendere le verifiche più omogenee e meno autoreferenziali su scala nazionale.
Il nuovo sistema dei controlli
Il monitoraggio della qualità tecnica del servizio idrico si basa su sei macroindicatori: perdite idriche, interruzioni del servizio, qualità dell’acqua erogata, adeguatezza del sistema fognario, smaltimento dei fanghi in discarica e qualità dell’acqua depurata.
Da questi parametri dipendono premi o penalizzazioni economiche per i gestori. Il meccanismo serve a misurare le prestazioni effettive e a incentivare il miglioramento del servizio rivolto a cittadini, imprese e istituzioni.
Con le nuove regole, dal 2026 i dati non saranno verificati soltanto dall’ente territorialmente competente, ma anche da gruppi composti da enti di governo di regioni diverse. La verifica incrociata dovrà individuare eventuali anomalie e rendere più uniforme il controllo sul territorio nazionale.
Il ruolo affidato ad AUSIR
Come coordinatore, AUSIR organizzerà le attività dei pool assegnati, guiderà l’analisi dei dati trasmessi dai gestori di altri territori, segnalerà incongruenze e curerà la relazione finale da inviare ad ARERA. La prima applicazione riguarderà i dati del biennio 2024-2025, con scadenza fissata al 30 giugno.
Secondo Andrea Delle Vedove, presidente di AUSIR, l’incarico riconosce “la qualità del lavoro costruito negli anni”, insieme alla capacità dell’Autorità di gestire grandi quantità di dati e alla credibilità maturata attraverso un’attività di controllo rigorosa e condivisa con i gestori locali.
Delle Vedove sottolinea anche il cambio di passo introdotto dalla riforma: meno autoreferenzialità e più controllo condiviso, con l’obiettivo di migliorare il servizio per cittadini e territori.
Per l’Autorità regionale, il coordinamento dei pool sarà anche un’occasione di confronto con altri territori italiani. L’obiettivo è affinare competenze tecniche, contribuire all’uniformità delle verifiche e portare fuori dai confini regionali un metodo di lavoro già sperimentato.