Servizio idrico di Trieste, la Regione vuole chiudere l’iter senza proroghe
Scoccimarro in Commissione: affidamento da definire nelle sedi di Ausir, con garanzie occupazionali e finanziarie
TRIESTE - Chiudere rapidamente l'iter sul futuro del servizio idrico integrato nel capoluogo giuliano, evitando proroghe e contenziosi e mettendo al riparo oltre mille lavoratori da una fase di incertezza. È la linea indicata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ribadita oggi dall'assessore alla Difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro durante la Commissione di gestione riunita questa mattina nel palazzo municipale di Trieste.
Il punto centrale, per l'amministrazione regionale, è arrivare alla definizione del percorso nei tempi previsti, con passaggi chiari sul piano tecnico e istituzionale. Scoccimarro ha spiegato che il futuro del servizio idrico triestino non dovrà essere deciso dall'alto, ma discusso nelle sedi competenti, a partire dalle Assemblee di Ausir.
La priorità: chiudere l'iter senza proroghe
Nel suo intervento l'assessore ha posto l'accento soprattutto sulla necessità di accelerare il procedimento per l'affidamento del servizio. L'obiettivo dichiarato è evitare rinvii, controversie legali e nuove incertezze in un settore che riguarda un servizio essenziale per la città.
Secondo la Regione, il percorso dovrà svolgersi nel rispetto dei ruoli istituzionali, con Ausir e gli enti locali chiamati a definire le scelte nelle sedi previste. La richiesta politica è quella di una governance in grado di fornire in tempi rapidi tutti i chiarimenti tecnici e giuridici necessari per far avanzare la procedura.
Investimenti e complessità della rete triestina
Un altro tema indicato come decisivo riguarda la capacità finanziaria del futuro gestore. Scoccimarro ha richiamato la particolarità del territorio triestino, dove i dislivelli arrivano a quasi 400 metri, elemento che rende la gestione della rete idrica particolarmente complessa dal punto di vista tecnico e ingegneristico.
Per questo, secondo la Regione, la nuova concessione dovrà poggiare su investimenti certi e su una struttura economica solida, in grado di sostenere il servizio e di migliorarne gli standard. La conformazione del territorio, è stato spiegato, impone infatti una gestione avanzata e non lascia spazio a soluzioni deboli sul piano finanziario.
Il nodo occupazionale e la posizione della Regione
Accanto agli aspetti tecnici, la Regione ha ribadito che la tutela occupazionale resta una condizione considerata imprescindibile. Nel confronto sul futuro del servizio, Scoccimarro ha sottolineato che dietro le procedure amministrative ci sono lavoratori e famiglie, confermando che la salvaguardia del patrimonio professionale e di ogni posto di lavoro resterà un punto fermo.
La platea coinvolta supera il migliaio di addetti, un dato che rende la partita particolarmente delicata anche sul piano sociale oltre che industriale.
Multiutility, in-house e ruolo di Ausir
Sul piano strategico, l'assessore ha confermato la volontà della Regione di favorire processi di aggregazione e la prospettiva di una grande multiutility. Allo stesso tempo ha precisato che sarà l'attuale affidamento a determinare la formula ritenuta più adatta per garantire stabilità al comparto, senza forzature.
Quanto all'ipotesi di modelli in-house, la Regione ritiene che ogni eventuale valutazione debba essere affrontata con rigore tecnico ed economico da parte di Ausir e degli enti locali. L'indicazione emersa in Commissione è quella di evitare approcci superficiali su un servizio definito vitale per il territorio.
In chiusura Scoccimarro ha assicurato che la Regione continuerà a vigilare affinché restino centrali sia la tutela del servizio sia quella dell'occupazione, sollecitando la governance di Ausir a fornire rapidamente le delucidazioni tecniche e giuridiche necessarie per accelerare il percorso.