Sicurezza degli alberi, a Treviso l’appello: manutenzione e controlli con tecnici abilitati
Eventi meteo estremi e alberi sotto stress: nella Marca Trevigiana 786 imprese artigiane del settore e 2.080 addetti.
TREVISO - Ondate di caldo, temporali improvvisi e trombe d’aria stanno aumentando la pressione sugli alberi in parchi, giardini, viali e aree pubbliche. Per questo, secondo Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, chi gestisce aree verdi pubbliche o private deve puntare su controlli e manutenzione affidati a professionisti qualificati, sia per ridurre i rischi sia per dimostrare di avere fatto tutto il possibile in caso di danni.
Il tema, spiegano i giardinieri operatori del verde dell’associazione, riguarda sempre di più anche la sicurezza urbana e la responsabilità civile. La caduta di un albero può essere un fatto naturale, ma nei luoghi frequentati dalle persone diventa una questione da prevenire con verifiche tecniche, monitoraggio e interventi corretti.
Perché aumenta l’attenzione sugli alberi
A richiamare l’attenzione è Luca Cazziolati, presidente dei giardinieri operatori del verde di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Gli eventi meteorologici estremi, osserva, sono sempre più frequenti e mettono sotto stress anche il patrimonio arboreo.
Gli alberi coltivati in città o in spazi antropizzati, inoltre, spesso vivono in condizioni difficili: spazi ridotti, suoli poveri, specie poco adatte al contesto oppure interventi sbagliati nel tempo. Tutti elementi che possono indebolire la pianta e aumentare il rischio di cedimento.
Cazziolati ricorda che gli alberi sono un patrimonio comune, ma possono diventare anche una fonte di rischio se non vengono gestiti in modo corretto. Per questo, sottolinea, servono tecnici abilitati in grado di valutare la stabilità con protocolli riconosciuti, strumenti diagnostici e competenze specifiche.
Responsabilità del proprietario o del gestore
Uno dei punti centrali riguarda le responsabilità in caso di danni. In base all’articolo 2051 del Codice Civile, il custode dell’albero, cioè il proprietario o chi ne ha la gestione, è il soggetto chiamato a rispondere. Questo significa che chi amministra un’area verde pubblica o privata deve poter dimostrare di avere adottato tutte le misure possibili per prevenire il danno.
Da qui la richiesta di affidare la cura del verde pubblico e privato a operatori preparati, capaci di individuare le criticità che incidono sulla stabilità delle piante e, quando necessario, di rinviare a esperti per perizie specifiche.
Secondo il presidente dei giardinieri operatori del verde, nei contesti frequentati dall’uomo non si può aspettare che un albero cada per intervenire. Il lavoro, spiega, sta nel capire la gravità dei difetti presenti e motivare con chiarezza le scelte tecniche da adottare.
Gli strumenti per valutare la stabilità
Tra gli strumenti indicati per le verifiche ci sono tomografie, resistografi e prove di trazione controllata, tecniche che permettono di raccogliere elementi utili sulla condizione dell’albero. Il messaggio dell’associazione è che affidarsi a operatori improvvisati espone a rischi sotto il profilo della sicurezza, ma anche a conseguenze legali ed economiche.
Il tema si intreccia anche con il dibattito sulla necessità di aumentare il verde urbano nelle città, trasformando aree cementificate in spazi alberati per contenere le alte temperature e limitare gli effetti sulla salute. In questo quadro, gli alberi restano una risorsa preziosa per ombra, ossigeno, biodiversità e qualità del paesaggio, ma richiedono gestione continua e competenze adeguate.
I numeri del settore nella Marca Trevigiana
La Marca Trevigiana è oggi la provincia con la presenza più forte del comparto artigiano del verde in Veneto. Sul territorio sono attive 786 imprese artigiane del verde, il dato più alto a livello regionale, su un totale veneto di 3.183.
Gli addetti sono 2.080, pari al 28,9% dei 7.180 occupati del settore in Veneto. Treviso primeggia anche per dimensione media delle imprese artigiane del verde, con 2,6 addetti per azienda contro una media regionale di 2,3.