Silea propone gli Stati generali sui ragazzi dopo i fatti di Treviso

La sindaca Angela Trevisin chiede una giornata di confronto con Comuni, scuole, famiglie, imprese e forze dell’ordine.

18 ottobre 2026 17:08
Silea propone gli Stati generali sui ragazzi dopo i fatti di Treviso -
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Silea, 18 ottobre 2026. Gli Stati generali sulle ragazze e sui ragazzi: una giornata di confronto che riunisca Comuni, scuole superiori, ULSS 2 Marca Trevigiana, forze dell’ordine, aziende di trasporto, terzo settore, famiglie, categorie produttive e associazioni di categoria. Li propone la sindaca di Silea, Angela Trevisin, dopo l’assalto di sabato mattina a un negozio di Corso del Popolo, a Treviso, da parte di una trentina di giovanissimi arrivati in gran parte da un altro comune della provincia, e dopo altri episodi che negli stessi giorni hanno coinvolto ragazzi in città. La Sindaca era intervenuta nei giorni scorsi sui raduni organizzati via social, dopo aver raggiunto di persona un ritrovo di auto e moto elaborate vicino al casello di Treviso Sud.

La proposta della sindaca di Silea

“Chi ha commesso i fatti di sabato deve risponderne, e il primo pensiero va a chi lavorava in quel negozio e a chi si è trovato in mezzo – dichiara la sindaca Trevisin – Quello che è successo ha attraversato più territori. Se n’era parlato nei giorni precedenti, tra scuole e chat, dove i confini non esistono. Poi ha viaggiato da un Comune all’altro e si è consumato in centro a Treviso. Ogni amministrazione ne vede un pezzo, nessuna la catena intera. Se il problema si muove su questa scala, le risposte non possono fermarsi ai confini di un municipio”. “Immagino una sorta di Stati generali, una giornata in cui ci fermiamo tutti a ragionare insieme – prosegue Trevisin – Non solo istituzioni, scuole e servizi, ma anche le categorie produttive e le associazioni di categoria. Ci sono i commercianti, che episodi come questo li vivono in prima linea, e le imprese, che per tanti ragazzi sono il primo posto in cui immaginare un futuro. Riguarda tutti, ma proprio tutti”.

Dai sindaci ai Patti Digitali

Le sedi da cui partire esistono già, dalla Conferenza dei sindaci dell’ULSS 2 all’Ambito territoriale sociale, fino alla Prefettura. Per la Sindaca dalla giornata deve nascere un lavoro che continui nel tempo: condividere informazioni e segnalazioni tra comuni e scuole, coordinare la presenza di educatori di strada, come quelli già attivi a Silea, nei luoghi di passaggio, dalle stazioni alle fermate, ed estendere esperienze come i Patti Digitali, le regole sull’ingresso dei più piccoli nel mondo digitale che a Silea famiglie e Istituto Comprensivo hanno scelto di condividere.

Il ruolo di ragazzi, famiglie e adulti

“Ragazze e ragazzi devono esserci e prendere la parola, non essere solo l’argomento della discussione, anche quando quello che dicono è scomodo da ascoltare – aggiunge la sindaca – Sono loro a sapere che cosa li attira in certi gruppi e che cosa manca nei posti in cui passano le giornate. Le sanzioni sono necessarie, ma arrivano dopo e da sole non impediscono che succeda di nuovo. Un’etichetta, poi, mette insieme chi ha commesso un reato e chi si veste allo stesso modo. Distinguere è il primo lavoro di chi educa e chi viene trattato da colpevole in partenza ha poche ragioni per fidarsi degli adulti”. Sempre più spesso episodi come questi nascono anche per essere filmati e condivisi.

“Ogni video rilanciato, anche solo per indignarsi, dà a chi l’ha girato il pubblico che cercava – conclude Trevisin – Su questo la responsabilità è prima di tutto di noi adulti. Vale anche per il primo smartphone. La scelta resta alle famiglie, ma nessun genitore vuole essere l’unico a dire di no. Serve un accordo tra famiglie, oltre che tra istituzioni”.

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