Sistema idrico a Trieste, nuovo parere legale: prima il piano regionale poi il gestore
Il nodo riguarda l’affidamento del servizio dopo la scadenza del 31 dicembre 2027.
TRIESTE - Sul futuro del servizio idrico integrato si riapre il confronto politico e tecnico in vista della scadenza dell’attuale affidamento ad Acegas, fissata al 31 dicembre 2027. Patto per l’Autonomia - Civica FVG e Adesso Trieste sostengono che prima di decidere il nuovo gestore debba essere approvato il piano d’ambito regionale, passaggio che ritengono obbligatorio anche alla luce di un nuovo parere legale presentato oggi a Trieste.
Il tema, spiegano i promotori dell’iniziativa, non riguarda solo il capoluogo giuliano ma l’intera organizzazione futura del servizio in Friuli Venezia Giulia. Massimo Moretuzzo, presidente del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, ha richiamato sia il profilo ambientale, citando il rischio di carenza idrica emerso la scorsa estate, sia quello legato alla gestione dei servizi pubblici locali.
Il nodo: affidamento del servizio e piano d’ambito
A ricostruire la vicenda è stato Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste, che ha ricordato come nell’audizione comunale del 16 giugno 2026 il direttore di Ausir, ing. Del Ben, abbia confermato che non risulta approvato alcun piano d’ambito relativo all’ambito territoriale ottimale, individuato nell’intero territorio regionale.
Secondo la posizione attribuita ad Ausir, l’aggiornamento del piano sarebbe necessario ma potrebbe avvenire solo dopo l’affidamento della gestione. Inoltre, sempre secondo quanto riferito da Laterza, l’autorità ritiene impossibile approvare il piano in presenza di più gestori del servizio idrico.
Proprio su questo punto Patto per l’Autonomia - Civica FVG e Adesso Trieste hanno chiesto allo studio LLPT Legal un parere pro veritate, con l’obiettivo di verificare la correttezza del percorso amministrativo in una materia definita complessa per il numero di norme e precedenti giurisprudenziali coinvolti.
I tre punti centrali del parere
Nel documento, riassunto durante la conferenza stampa in Consiglio regionale, emergono tre elementi ritenuti decisivi. Il primo: le scelte di pianificazione devono venire prima della scelta gestionale. Il secondo: il piano locale oggi in vigore viene considerato ancora valido solo per l’ordinaria amministrazione, ma non sufficiente per sostenere una decisione di scala regionale e di lunga durata come il nuovo affidamento, che arriverebbe fino al 2039.
Il terzo riguarda un confronto con il settore dei rifiuti, disciplinato dalla stessa legge regionale del 2016. In quel caso, è stato osservato, il piano di gestione è stato predisposto pur in presenza di nove gestori separati, elemento che secondo i proponenti contraddice l’obiezione sollevata da Ausir sul servizio idrico.
I rilievi dei legali e il rischio contenzioso
Gli avvocati Trevisan e Poletto, incaricati del parere, hanno evidenziato durante l’incontro che la materia è complessa ma che normativa e giurisprudenza, a loro avviso, indicano una direzione diversa da quella seguita finora. Secondo la lettura illustrata, esisterebbero precedenti giudiziari che portano a ritenere necessario il passaggio preliminare del piano d’ambito.
Se l’iter andasse avanti senza questo passaggio, sostengono i promotori dell’iniziativa, potrebbe configurarsi un vizio dell’atto amministrativo di affidamento, con il rischio di un successivo contenzioso. Per questo il parere invita a fermare il percorso in corso e a ripartire dall’approvazione del piano d’ambito regionale.
Laterza ha annunciato che il documento sarà ora trasmesso a tutti i soggetti chiamati a decidere sul futuro del servizio idrico integrato. Al centro della contestazione c’è dunque la sequenza degli atti: prima la pianificazione regionale, poi la scelta del gestore chiamato a occuparsi del servizio dopo la fine dell’attuale affidamento ad Acegas.