A 50 anni dal terremoto del Friuli, a Spilimbergo il racconto della ricostruzione
Al Teatro Miotto documenti d’archivio, la testimonianza del vigile del fuoco Giorgio Godina e una tavola rotonda.
SPILIMBERGO - A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, il Teatro Miotto ha ospitato “Dalle macerie alle case. Le mani che hanno ricostruito”, iniziativa promossa da Ater Udine e Ater Pordenone per ripercorrere il lavoro che, dopo il sisma del 1976, portò alla ricostruzione di alloggi, servizi e interi paesi. L’appuntamento ha riunito ex dipendenti e collaboratori delle Ater, amministratori pubblici, tecnici del settore abitativo, cittadini, comunità locali, studenti e giovani professionisti.
A guidare l’incontro è stata la giornalista e scrittrice Luana De Francisco. La giornata si è aperta con la testimonianza del vigile del fuoco Giorgio Godina, in servizio proprio il 6 maggio 1976, seguita dal reading “Voci della ricostruzione”, dedicato ad alcuni dei protagonisti che contribuirono a ripensare il futuro del territorio dopo il sisma.
Testimonianze e confronto tra esperienze diverse
Il cuore dell’iniziativa è stato la tavola rotonda “Oltre le macerie. Ricostruire le case, ricostruire le comunità”, pensata per mettere a confronto il modello friulano con altre esperienze italiane di ricostruzione. Al dibattito hanno partecipato il direttore di Ater Udine Lorenzo Puzzi, il presidente di Ater L’Aquila Quintino Antidormi, il direttore di Acer Modena Ferruccio Masetti, insieme a Patrizio Losi, presidente di Federcasa, e Dorino Favot, presidente di Anci FVG.
Il confronto ha messo al centro un tema concreto: la ricostruzione non come sola risposta edilizia, ma come processo capace di restituire alle persone casa, relazioni e appartenenza. Nella ricorrenza dei cinquant’anni, l’iniziativa ha riportato l’attenzione sul ruolo svolto in Friuli da Comuni, enti per l’edilizia pubblica, tecnici, operatori e cittadini, in una rete che fu determinante nella ripartenza dei territori colpiti.
I presenti e il richiamo al ruolo delle Ater
Tra i saluti istituzionali sono intervenuti, fra gli altri, Giuseppe Bertolo, già presidente dello Iacp di Pordenone, Mario Candido e Vanessa Colosetti, rispettivamente presidenti di Ater Pordenone e Ater Udine, oltre al vicepresidente dell’Associazione dei Comuni terremotati e a una rappresentanza dei sindaci della ricostruzione del Friuli. A fare gli onori di casa sono stati il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli e monsignor Roberto Tondato, vicario generale della Diocesi di Concordia-Pordenone.
Presente anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, che ha collegato l’anniversario del sisma al quadro attuale delle politiche abitative regionali, richiamando il percorso avviato nel 2026 sulla legge per la casa e il rafforzamento del ruolo delle Ater in Friuli Venezia Giulia.
Candido e Colosetti hanno spiegato che l’obiettivo dell’appuntamento era ricordare non solo ciò che il terremoto distrusse, ma anche ciò che venne costruito grazie alla collaborazione tra istituzioni, Comuni, edilizia pubblica, tecnici, lavoratori e cittadini. Da quella rete, hanno osservato, nacque un modello capace di restituire case, servizi e fiducia a migliaia di famiglie.
Documenti d’archivio e il mosaico partecipativo
Accanto agli interventi, all’ingresso del teatro sono stati allestiti pannelli con materiali provenienti dagli archivi delle Ater e degli enti coinvolti: delibere storiche, progetti, planimetrie, fotografie, atti amministrativi e testimonianze. Il percorso espositivo ha ricostruito il lavoro tecnico e amministrativo svolto negli uffici e nei cantieri durante l’emergenza, mostrando come anche questa parte meno visibile sia stata decisiva per riportare abitazioni e servizi nei centri colpiti.
Ad accompagnare la giornata anche l’installazione partecipativa “Il mosaico delle mani”, opera collettiva guidata da Cristian Mocchiutti e composta con il contributo degli ospiti e del pubblico. A tutti i partecipanti è stata inoltre consegnata una riproduzione di “Sogno che si avvera”, opera che il maestro Giorgio Celiberti ha messo a disposizione come immagine simbolo degli eventi dedicati alla memoria del terremoto.
L’iniziativa è stata promossa da Ater Udine, Ater Pordenone e dalla Direzione centrale Infrastrutture e Territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Comune di Spilimbergo, Federcasa, Anci FVG, Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, Associazione Sindaci Emeriti del Friuli Venezia Giulia, Craf e Scuola Mosaicisti del Friuli.
Oggi Ater Udine gestisce 8.695 alloggi nei quali risiedono oltre 15 mila persone, mentre Ater Pordenone amministra 3.800 alloggi con più di 8 mila residenti.