Maxi fabbrica clandestina di sigarette scoperta a Spilimbergo: 7 arresti | FOTO - VIDEO
Guardia di Finanza scopre a Spilimbergo una fabbrica clandestina di sigarette da 9mila mq: 7 arresti e maxi sequestro.
SPILIMBERGO - Una fabbrica clandestina di sigarette di circa 9mila metri quadrati è stata individuata a Spilimbergo, in provincia di Pordenone, dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, in collaborazione con i colleghi di Pordenone.
L’operazione ha portato alla scoperta di un opificio illegale ritenuto tra i più importanti mai rinvenuti sul territorio nazionale per dimensioni, struttura produttiva e materiale sequestrato.
Le indagini partite dal territorio friulano
L’attività investigativa è nata da approfondimenti info-investigativi condotti anche sulla base delle direttive del Comando Regionale Friuli Venezia Giulia.
Nelle ultime settimane, i militari del Nucleo P.E.F. di Udine e della Compagnia di Tarvisio avevano raccolto elementi sulla possibile presenza di un opificio clandestino nel territorio friulano.
I primi accertamenti hanno permesso di individuare alcuni capannoni nella provincia di Pordenone con caratteristiche strutturali, logistiche e di posizione compatibili con un utilizzo illecito legato alla produzione di tabacchi lavorati.
L’autoarticolato entrato di notte nel capannone
Uno dei capannoni attenzionati si trovava nel Comune di Spilimbergo. Nella notte tra il 27 e il 28 maggio, le Fiamme Gialle hanno osservato un autoarticolato entrare nella struttura e uscirne dopo alcune ore.
L’orario anomalo ha spinto i finanzieri a seguire il mezzo per capire quale fosse la sua destinazione. Quando il camion stava per lasciare il territorio nazionale in direzione Austria, è stato intercettato e sottoposto a controllo.
A bordo sono stati trovati macchinari con evidenti segni di recente utilizzo nella fabbricazione di sigarette. Un elemento che ha rafforzato l’ipotesi investigativa: nel capannone poteva esserci una fabbrica clandestina in fase di smontaggio e trasferimento.
Il blitz della Guardia di Finanza
A quel punto i finanzieri di Udine, coordinandosi con il Gruppo di Pordenone e con la Tenenza di Spilimbergo, hanno deciso di intervenire.
Entrati nel capannone, i militari si sono trovati davanti a una delle più grandi fabbriche clandestine di sigarette mai scoperte in Italia. L’impianto era in fase di smontaggio da parte di 6 soggetti di nazionalità straniera.
All’interno sono stati trovati 9mila metri quadrati di fabbrica, almeno 2 linee produttive complete, 78 tonnellate di tabacco trinciato, 25 milioni di pacchetti con marchi contraffatti di note case produttrici, già pronti per essere assemblati e riempiti di sigarette.
La struttura era alimentata da due potenti generatori a gasolio, usati per far funzionare l’intero impianto senza far emergere il reale consumo di corrente elettrica.
La control room e il tentativo di ostacolare l’accesso
Durante la perquisizione è stata trovata anche una vera e propria control room, attraverso la quale era possibile monitorare, con numerose telecamere, sia il perimetro esterno sia tutti i locali interni.
All’arrivo dei finanzieri, gli indagati avrebbero tentato di ostacolare l’accesso barricandosi all’interno del capannone. Secondo quanto emerso, l’obiettivo sarebbe stato quello di guadagnare tempo per distruggere i telefoni cellulari presenti nella struttura.
Sette persone arrestate
I sei tecnici, di nazionalità ucraina, e l’autista dell’autoarticolato, di nazionalità moldava, sono stati arrestati in flagranza di reato con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati.
Il G.I.P. presso il Tribunale di Pordenone, condividendo l’ipotesi accusatoria, ha convalidato gli arresti e disposto per tutti la custodia cautelare in carcere.
Il danno all’organizzazione
Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, il danno arrecato all’organizzazione è rilevante sotto più profili.
Dal punto di vista economico, con il solo tabacco sequestrato avrebbero potuto essere immessi in consumo circa 3,9 milioni di pacchetti di sigarette, con un guadagno stimato in circa 20 milioni di euro.
Sul piano operativo, l’arresto dei soggetti coinvolti avrebbe colpito non semplice manovalanza, ma tecnici in grado di montare e smontare la fabbrica clandestina.
Produzione stimata fino a 5 milioni di sigarette al giorno
La portata dell’impianto emerge anche dal materiale trovato: 25 milioni di pacchetti, 48 milioni di filtri pronti per le successive fasi di lavorazione, due generatori da oltre 240 kW ciascuno e, al piano superiore, 42 posti letto destinati alla forza lavoro impiegata a rotazione, con stanze per il consumo dei pasti.
Secondo le stime, la fabbrica poteva produrre tra 2 e 5 milioni di sigarette al giorno.
Il contrasto al contrabbando
L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nel contrasto al contrabbando di sigarette e l’efficacia della collaborazione tra i reparti dipendenti dal Comando Regionale Friuli Venezia Giulia.
Le sigarette, se immesse sul mercato, sarebbero state prodotte con materie prime, carta, filtri e colle non tracciate e non sottoposte ai controlli sanitari previsti. Per questo avrebbero potuto rappresentare anche un potenziale rischio per la salute dei consumatori.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.