Spostamenti tra regioni: verso la proroga dello stop, lo sci rischia di non ripartire
Dati epidemiologici in miglioramento e nuovi provvedimenti in arrivo per il turismo invernale, ma anche il rischio di una falsa partenza sulle piste di sci. Il 15 febbraio potrebbero essere riattivati...
Dati epidemiologici in miglioramento e nuovi provvedimenti in arrivo per il turismo invernale, ma anche il rischio di una falsa partenza sulle piste di sci.
Il 15 febbraio potrebbero essere riattivati gli impianti, grazie a una decisione attesa per venerdì prossimo, quando il Cts si riunirà per analizzare il nuovo protocollo proposto dai governatori.
Ma per quella stessa data il Governo valuta la proroga del decreto sul divieto di spostamento tra le Regioni a prescindere dal colore, una disposizione che penalizzerebbe il settore già in crisi.
Se infatti pare probabile che l'indicazione degli esperti sarà di consentire l'apertura degli impianti nelle zone gialle, ma non in quelle arancioni né ovviamente in quelle rosse, il prosieguo dello stop agli spostamenti tra Regioni limiterà gli appassionati al «turismo invernale di prossimità».
«Così sarebbe inutile riaprire», commentano gli operatori, tra cui l'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari che annuncia, assieme ad altri lavoratori dell'indotto, un insolito flash mob: i sindaci delle località sciistiche d'Italia e vari esponenti locali del settore si riuniranno venerdì prossimo davanti alle chiese nei rispettivi Comuni alle 10 del mattino, aspettando un simbolico rintocco della campana per ricordare «il dramma non solo economico che attanaglia la montagna».